Il turismo di massa ha trasformato Venezia in un laboratorio permanente di sfide urbanistiche e sociali. Dal 2019, la città ha introdotto un ticket che funge da contributo d’accesso per i visitatori giornalieri, con tariffe di 5 o 10 euro a seconda della distanza temporale dall’acquisto. Queste misure hanno rappresentato il primo tentativo di regolare l’afflusso di turisti nei calli e campielli del centro storico, ma le cifre raccolte finora indicano che la pressione rimane elevata.
Durante la campagna elettorale, il sindaco Simone Venturini aveva promesso un intervento più incisivo; ora ha formalizzato la proposta denominata “quota 30“, un superticket che potrebbe arrivare fino a 30 euro nelle giornate di picco. Il sindaco ha spiegato che l’aumento consentirebbe di finanziare sconti per musei, servizi igienici e merchandising creando così un modello di pagamento più flessibile e al contempo più redditizio per l’amministrazione.
Caratteristiche della proposta e vincoli normativi
La “quota 30” non sarebbe una tariffa fissa, ma un tetto massimo da applicare solo quando la domanda supera determinati limiti, tipicamente nei giorni contrassegnati dal “bollino rosso”. Tuttavia, la legge di Bilancio 2019 fissa un limite di 10 euro per il ticket, equiparandolo all’imposta di soggiorno. Per superare questa soglia, Venturini ha già avviato un dialogo con le autorità centrali, chiedendo un emendamento che consenta di alzare il contributo fino a 30 euro.
Vincoli della legge di Bilancio 2019
Il testimone di questa iniziativa è il testo della legge, che esplicitamente vieta a qualsiasi ente locale di imporre una tariffa superiore a quella dell’imposta di soggiorno. Il sindaco ha dichiarato di aver già ricevuto un primo riscontro positivo dal ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, il quale ha riconosciuto la particolarità del caso veneziano.
Risultati finanziari dei primi 60 giorni di attuazione
Dal 3 aprile al 26, il periodo di prova del ticket ha generato un incasso complessivo di circa 5,2 milioni di euro. In parallelo, sono stati emessi 680 mila voucher utilizzabili per accedere a musei e servizi cittadini. Le due tariffe in vigore – 5 euro per chi acquista il biglietto con almeno un giorno di anticipo e 10 euro per chi lo compra lo stesso giorno – hanno dimostrato di essere strumenti efficaci per monitorare la domanda e per raccogliere risorse destinabili a migliorare l’offerta turistica.
Incassi e numero di voucher
Il dato di 5,2 milioni di euro rappresenta una media di circa 86.000 euro al giorno, mentre i 680 mila voucher indicano una partecipazione significativa da parte dei visitatori, che hanno potuto usufruire di agevolazioni nei luoghi culturali della città. Queste cifre forniscono una base solida per valutare l’impatto di un eventuale aumento a 30 euro, sia in termini di capacità di ridurre l’afflusso eccessivo sia di capacità di finanziare progetti di conservazione.
Reazioni istituzionali e dibattito politico
Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha confermato di aver discusso la proposta con il sindaco, sottolineando che “Venezia è un caso a sé stante” e che l’amministrazione locale è stata chiara nelle sue esigenze. Venturini ha ringraziato il ministro, affermando che non vi siano divergenze tra le parti e che il dialogo continui per trovare una soluzione legislativa adeguata. Dall’altra parte, le forze d’opposizione hanno definito l’intervento un “balzello inutile”, sostenendo che il ticket non abbia prodotto risultati concreti in termini di pianificazione urbana.
Critiche dell’opposizione
Secondo gli oppositori, il ticket si limita a una misura fiscale senza affrontare le cause profonde dell’overtourism. Essi chiedono un piano più articolato che includa la gestione delle rotte di visita, la promozione di percorsi alternativi e il potenziamento dei trasporti pubblici. Nonostante queste obiezioni, il sindaco ha rassicurato che il percorso intrapreso è solo l’inizio di un più ampio dibattito, auspicando che i risultati economici e gestionali finora ottenuti possano servire da leva per una riforma più ampia.
Se il Governo accetterà di modificare la normativa, Venezia potrebbe diventare il primo esempio italiano di ticket dinamico con soglia massima, aprendo la strada a politiche simili in altre mete soggette a pressione turistica.



