Venezia, la città lagunare famosa in tutto il mondo, si trova di fronte a una sfida cruciale: come gestire il turismo di massa senza compromettere la sua unicità e vivibilità. Il sindaco Simone Venturini ha lanciato una proposta audace: aumentare il ticket d’accesso fino a 50 euro in determinate giornate dell’anno. Questa misura, se approvata, potrebbe rivoluzionare il modo in cui i visitatori vivono e percepiscono la città.
La proposta del sindaco Venturini non è solo un tentativo di limitare il numero di visitatori, ma anche un modo per incentivare un turismo più consapevole e sostenibile. Venezia, infatti, è una delle città più fragili al mondo, con una pressione turistica che spesso supera la capacità di carico della città. La nuova tariffa, che varrebbe dai 30 ai 50 euro, sarebbe applicata in base al numero di prenotazioni e alle date più critiche, esentando residenti, lavoratori e turisti che pernottano nella laguna.
Le reazioni alla proposta del sindaco Venturini
La proposta del sindaco Venturini ha suscitato reazioni contrastanti. Le opposizioni, come il consigliere comunale Nicola Pellicani del Pd, criticano la misura, sostenendo che il ticket attuale non ha risolto i problemi di gestione dei flussi e che un aumento così significativo richiederebbe una nuova legge. Anche Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera, esprime preoccupazione, affermando che la proposta potrebbe trasformare Venezia in una destinazione riservata solo ai turisti più ricchi.
D’altra parte, gli albergatori veneziani, rappresentati da Daniele Minotto, direttore dell’Associazione veneziana albergatori, sostengono la proposta. Secondo Minotto, una tariffa mobile potrebbe incentivare i visitatori a scegliere periodi meno affollati, come quelli tra novembre e febbraio, quando la città è più accessibile. Inoltre, gli albergatori ritengono giusto che i visitatori contribuiscano alla manutenzione e alla pulizia della città.
Il ticket d’accesso: come funziona e chi è esentato
Il ticket d’accesso a Venezia, introdotto in via sperimentale nel 2026, è stato confermato e ampliato negli anni successivi. Attualmente, il contributo varia dai 5 ai 10 euro a persona, a seconda del momento della prenotazione. Chi paga entro il quart’ultimo giorno precedente alla visita versa 5 euro, mentre chi prenota più tardi paga 10 euro. Questo meccanismo è stato pensato per incoraggiare una programmazione anticipata e una gestione più ordinata dei flussi.
Le esenzioni dal pagamento del ticket sono numerose. Non devono pagare i residenti nel Comune di Venezia, i nati nel Comune, i lavoratori, gli studenti, i proprietari di immobili, i familiari di residenti entro i gradi previsti, i minori di 14 anni, le persone con disabilità e l’eventuale accompagnatore. Sono esentati anche i residenti nella Regione Veneto e chi visita esclusivamente le isole minori senza accedere alla città antica.
L’impatto del ticket d’accesso sul turismo a Venezia
I dati dell’amministrazione comunale mostrano che, nei primi 42 giorni di applicazione del ticket, solo il 47,7% dei turisti ha usufruito della tariffa scontata a 5 euro, mentre il restante 52,3% ha pagato 10 euro. Questo dimostra che la tariffa differenziata non ha avuto l’effetto disincentivo sperato. Il sindaco Venturini ha quindi deciso di chiedere al Governo una modifica legislativa per aumentare la soglia del contributo fino a 50 euro.
La proposta del sindaco Venturini rappresenta un passo significativo verso la gestione sostenibile del turismo a Venezia. Se approvata, questa misura potrebbe non solo ridurre il numero di visitatori giornalieri, ma anche incentivare un turismo più rispettoso e consapevole. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga e le opinioni sono divise. Una cosa è certa: Venezia deve trovare un equilibrio tra la necessità di proteggere la sua unicità e la volontà di accogliere i visitatori da tutto il mondo.


