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Vogalonga 2026, 50° anniversario: record di partecipanti e festa dei remi

Vogalonga 2026 ha celebrato mezzo secolo con numeri record, equipaggi internazionali e una forte attenzione alla tradizione della voga

Vogalonga 2026, 50° anniversario: record di partecipanti e festa dei remi

Il 24 maggio 2026 Venezia ha ospitato la cinquantesima edizione della Vogalonga, una manifestazione che unisce sport, cultura e tutela della laguna. Nato come segnale contro il moto ondoso e per la difesa dell’ambiente lagunare, l’evento rimane un appuntamento simbolico per chi ama la voga: anche quest’anno la partenza è stata scandita dal colpo di cannone sparato dal Bacino di San Marco e il percorso ha coperto circa 30 chilometri tra isole e canali.

Il percorso e la cornice lagunare

Il tracciato previsto per la manifestazione ha toccato luoghi iconici della laguna, attraversando i canali che collegano gli isolotti come Murano e risalendo il Rio di Cannaregio prima di rientrare verso la città. L’arrivo in Canal Grande, nei pressi di Rialto fino alla Punta della Salute, ha offerto una conclusione spettacolare per gli equipaggi stanchi ma soddisfatti. La distanza e la variabilità delle condizioni di acqua e vento hanno richiesto attenzione e preparazione da parte di tutti i partecipanti, rendendo la prova non solo un evento festivo ma anche una sfida organizzativa per la sicurezza in laguna.

Numeri e gestione della partecipazione

Questa edizione ha registrato una richiesta molto superiore ai posti disponibili: i 2.000 posti iniziali sono stati esauriti in poche settimane e, grazie a una deroga, gli organizzatori hanno ampliato il contingente fino a oltre 9.800 partecipanti distribuiti su circa 2.300 imbarcazioni. Nonostante l’allargamento, circa 600 imbarcazioni sono rimaste in lista d’attesa: una scelta necessaria per garantire il rispetto delle norme di sicurezza e il benessere dei vogatori. Arrivi da paesi come Germania, Francia, Ungheria, Stati Uniti e Australia confermano il carattere internazionale dell’evento.

Esempio intergenerazionale: l’equipaggio dell’Università di Padova

Tra i numerosi partecipanti spiccava un progetto che unisce sport e comunità: una caorlina a sei remi portata dall’Università di Padova, composta da tre generazioni dell’ateneo — studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti — per sottolineare il valore formativo dell’esperienza collettiva. L’equipaggio includeva Alberto Bortolan, Sebastiano Lombardo, Giacomo Zanetti, Marco Maschietto, Samuele Rinaldin e Alfredo Viggiano, sostenuti da realtà remiere e associative locali che hanno messo a disposizione imbarcazioni e risorse. Questo esempio mostra come la Vogalonga sia anche spazio di inclusione e rete territoriale.

Tipologie di imbarcazioni e tradizione

La manifestazione celebra la pluralità delle tecniche di remata: accanto alle imbarcazioni tradizionali della voga alla veneta — spesso in minoranza rispetto ad altre tipologie — si vedono barche a voga all’inglese, canoe, kayak e dragon boat. La partecipazione delle remiere veneziane e del territorio veneto è rimasta costante, anche per preservare la memoria di pratiche secolari legate all’acqua. La Vogalonga, pur non essendo una gara competitiva (non competitiva), mantiene un forte spirito collettivo e una precisa funzione civica: promuovere imbarcazioni a remi e sensibilizzare sul rispetto per l’ecosistema lagunare.

Significato sociale e prospettive future

Oltre all’aspetto sportivo e turistico, la Vogalonga possiede una valenza simbolica: è un atto d’amore per Venezia e per la sua acqua, un richiamo alla mobilità sostenibile e alla responsabilità verso il patrimonio ambientale. Gli organizzatori consegnano ai partecipanti ricordi simbolici come diploma, maglietta e medaglia, ma il vero valore risiede nella partecipazione attiva e nella visibilità che l’evento dà alle tematiche legate alla laguna. Guardando avanti, la sfida sarà bilanciare la crescente domanda di partecipazione con la tutela ambientale e la sicurezza, conservando il carattere autentico della manifestazione.

Conclusione

La Vogalonga 2026 ha trasformato la sua storia di protesta in una festa partecipata da migliaia di persone, dimostrando che la passione per il remo e la cura del territorio possono convivere e prosperare. Tra la fatica dei remi e l’emozione dell’arrivo in Canal Grande, la manifestazione ha confermato il proprio ruolo di ponte tra tradizione e futuro sostenibile per Venezia e la sua laguna.

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