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Sindaco di Venezia, confronto finale tra Venturini e Martella

Venezia al voto con due candidati favoriti, tensioni culturali e proposte divergenti su turismo e sicurezza

Sindaco di Venezia, confronto finale tra Venturini e Martella

La città lagunare è chiamata a scegliere il suo prossimo amministratore al termine di un ciclo lungo undici anni: dopo l’era di Luigi Brugnaro la contesa si concentra principalmente su due figure pubbliche, mentre sul territorio emergono questioni che vanno ben oltre il mero confronto personale. In vista delle consultazioni fissate per domenica 24 e lunedì 25 maggio, gli schieramenti si sono ritrovati a misurare forze, alleanze e messaggi, con la politica nazionale spesso protagonista nelle ultime settimane.

Il quadro locale è segnato da una campagna in cui la cultura, il turismo e la sicurezza si intrecciano con polemiche e prese di posizione forti: dai nomi al vertice dei teatri alle scelte sulla Biennale, fino al dibattito sul ticket d’accesso e sulla gestione della terraferma. Il clima elettorale riflette anche la presenza di liste civiche e candidati indipendenti che cercano spazio tra i due poli principali, mentre i sondaggi indicano un vantaggio per il candidato del centrosinistra senza escludere la possibilità del ballottaggio.

I protagonisti e il perimetro della competizione

Al centro della sfida ci sono il trentottenne ex assessore Simone Venturini, proposto come continuità dall’area di centrodestra, e il senatore Andrea Martella, scelto dal campo largo del centrosinistra per provare a riconquistare il capoluogo veneto. Le campagne hanno avuto il contributo di esponenti nazionali: dal sostegno di Elly Schlein al Pd fino alle apparizioni di figure come Matteo Renzi, Giuseppe Conte e leader di altre formazioni, mentre per Venturini sono arrivate visite e messaggi di leader del centrodestra.

Coalizioni, alleanze e messaggi finali

Il centrosinistra ha puntato su un’alleanza ampia, che comprende partiti e forze civiche (da Rifondazione a Italia Viva, passando per Radicali, Avs e M5S), raccolte sotto il marchio della coalizione chiamata La stagione buona. Dall’altra parte, Venturini si presenta con il sostegno del centrodestra tradizionale e del mondo civico vicino all’uscente, scommettendo sulla prosecuzione di progetti infrastrutturali e sui temi dell’ordine pubblico. I grandi nomi della politica hanno moltiplicato le apparizioni negli ultimi giorni per provare a spostare gli equilibri.

Cultura e simboli: due casi che hanno acceso il dibattito

Negli ultimi mesi Venezia è stata teatro di controversie che hanno travalicato la politica locale: la travagliata nomina di Beatrice Venezi come direttrice musicale della Fenice e il ritorno della Russia alla Biennale hanno suscitato scontri tra artisti, sovrintendenti e istituzioni. Questi episodi sono diventati cartine di tornasole della discussione sulla governance culturale della città, agitandosi come indicatori di un malessere più ampio riguardo alle scelte amministrative.

Ruoli istituzionali e responsabilità

Da un lato si discute sulla gestione diretta di deleghe sensibili (con entrambi i candidati che promettono di nominare assessori delegati, a differenza dell’uscente che aveva trattenuto alcuni incarichi), dall’altro emergono tensioni tra sovrintendenti, ministri e curatori, che hanno richiamato l’attenzione su trasparenza e legittimità delle nomine. Il tema pone domande su come bilanciare autonomia culturale e controllo politico in una città di rilevanza internazionale.

I nodi concreti: turismo, sicurezza e rappresentanza

Il turismo resta il tema-clou: il fenomeno dell’overtourism incide su costi della vita, spopolamento del centro storico e qualità degli spazi urbani. Il ticket d’accesso alla città è diventato uno degli strumenti più contestati: Venturini ha dichiarato l’intenzione di confermarlo mentre il centrosinistra promette di abolirlo, sostenendo alternative di pianificazione dei flussi. Entrambe le forze cercano soluzioni per salvaguardare la residenza e la vivibilità della Laguna.

Sulla terraferma, dove risiede la maggioranza degli elettori, la discussione si focalizza su sicurezza e integrazione. Dalle critiche al centrodestra per presunti fallimenti nella gestione alle accuse rivolte al centrosinistra in relazione alla composizione delle liste (con la presenza di candidati di origine bengalese che ha scatenato tensioni), il confronto ha spesso assunto toni aspri. Anche slogan e messaggi di campagna, come scritte sui mezzi pubblici, hanno alimentato la polarizzazione.

In ultimo, nello scacchiere cittadino si presentano candidati indipendenti e civici che puntano a conquistare seggi in consiglio: tra loro Giovanni Andrea Martini, Michele Boldrin, Claudio Vernier, Pierangelo Del Zotto, Roberto Agirmo e Luigi Corò. La loro presenza può influire sull’esito, in particolare se la competizione dovesse andare al ballottaggio, rendendo il risultato finale il prodotto di numerosi fattori locali e nazionali.

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