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Scuola nazionale dell’amministrazione: nuovo polo in Veneto per la formazione avanzata

Un nuovo polo formativo dedicato alla gestione del patrimonio culturale è stato inaugurato a Venezia, con l'obiettivo di rafforzare le competenze della pubblica amministrazione

Scuola nazionale dell’amministrazione: nuovo polo in Veneto per la formazione avanzata

Il Veneto si prepara a diventare un punto di riferimento nazionale per la formazione avanzata nella gestione del patrimonio culturale. A Venezia, il 16 giugno 2026, è stato inaugurato il nuovo Polo formativo territoriale della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna)un progetto promosso dal Dipartimento della funzione pubblica e dalla Sna stessa.

L’obiettivo principale è quello di creare una rete nazionale di alta formazione più vicina alle esigenze delle amministrazioni e delle comunità locali, con un focus particolare sulla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

Un progetto di collaborazione tra istituzioni e università

Alla cerimonia di inaugurazione, tenutasi a Palazzo Grandi Stazionierano presenti il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillola presidente della Sna, Paola Severinoil presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefanie i rappresentanti delle quattro università partner del progetto: Ca’ Foscari, Iuav, Università di Padova e Università di Verona.

Questo nuovo polo rappresenta un passo fondamentale nel percorso di modernizzazione della pubblica amministrazionecon un’attenzione particolare alla formazione continua e all’aggiornamento delle competenze. Come ha spiegato Zangrillo, «fare formazione non significa soltanto dotare i nostri dipendenti delle conoscenze e degli strumenti informatici adeguati. Vuol dire investire sul fattore umano, per garantire un processo di aggiornamento continuo e fare in modo che le amministrazioni possano offrire servizi sempre più efficienti a cittadini e imprese».

Formazione specialistica per la gestione del patrimonio culturale

Il polo veneto sarà dedicato alla gestione del patrimonio culturaleun tema strategico per un territorio che custodisce alcuni dei più importanti beni artistici, architettonici e paesaggistici del Paese. Attraverso percorsi formativi specialistici rivolti a dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici provenienti da tutta Italia, il polo contribuirà a sviluppare competenze avanzate per la gestione del patrimonio culturale, promuovendo al tempo stesso innovazione amministrativa, sostenibilità, capacità di governo dei territori e strumenti adeguati ad affrontare le sfide della trasformazione digitale e della valorizzazione dei beni comuni.

Paola Severino ha sottolineato l’importanza strategica della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale: «Da Venezia vogliamo costruire un luogo nel quale amministrazioni, università e istituzioni collaborino per sviluppare competenze capaci di coniugare conservazione, innovazione, sostenibilità e governo dei territori».

Un investimento per il futuro del Veneto e dell’Italia

Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha evidenziato come questo progetto rappresenti un investimento significativo per il futuro del Veneto e dell’Italia. «Investire nella formazione significa generare crescita per il Veneto e per tutto il Paese. Grazie alla collaborazione con la Sna e con le università del Veneto, questo polo formerà dirigenti e funzionari a creare valore, partendo da un patrimonio culturale e monumentale straordinario che richiede professionalità sempre più qualificate per essere raccontato alle future generazioni anche con i mezzi dell’innovazione tecnologica».

Luisa Bienati, prorettrice di Ca’ Foscari, ha commentato: «Aderiamo con convinzione a questo progetto, riconoscendo nella formazione continua e nella qualificazione delle competenze pubbliche un fattore strategico per lo sviluppo del Paese. Metteremo a disposizione le nostre competenze nella ricerca, nella didattica e nel trasferimento delle conoscenze per sostenere la crescita professionale delle persone che lavorano nelle amministrazioni pubbliche e contribuire alla costruzione di una rete territoriale della formazione capace di rispondere alle sfide della transizione digitale, ecologica e amministrativa».

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