Il giorno 24 ottobre le principali città del Veneto – Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Udine e Trieste – sono state messe in stato di allerta assoluta. Le autorità hanno disposto un dispiegamento massiccio di agenti sia in uniformi che in borghese, pronti a intervenire nei pochi punti di ritrovo che il Movimento 17 ottobre ha deciso di rivelare all’ultimo minuto.
Padova: vetrine blindate, minorenni fermati con petardi
Nel cuore del centro storico padovano le attività commerciali hanno ricorso a pannelli antisfondamento, una scelta ispirata ai grandi brand di moda, per evitare le devastazioni già vissute a Milano. Alcuni negozi hanno invece rimosso la merce dalle vetrine, salvandola da possibili saccheggi.
Alle ore 11, prima del previsto concentramento presso piazza Garibaldi, quattro adolescenti sono stati intercettati dalla Questura di Padova. Due di loro portavano maschere riconoscibili – una di “Anonymous” e l’altra di “Art The Clown” – mentre gli altri due avevano il volto coperto da passamontagna e sottocasco. Nelle loro borse sono stati trovati tre pacchi di petardi. L’intervento, effettuato da Digos e Squadra Mobile nei pressi dei Giardini dell’Arena, ha impedito che i ragazzi raggiungessero piazza Garibaldi, dove era previsto il corteo dei genitori degli studenti.
Dopo essere stati condotti alla Questura, è emerso che i minorenni erano partiti in gruppo da Piove di Sacco su un pullman, per poi arrivare alla stazione di Padova. L’operazione ha portato al fermo preventivo dei quattro e all’attivazione, da parte del questore Marco Odorisio, della Divisione Polizia Anticrimine per attuare le misure di Daspo e Dacur.
Messaggi polemici durante il sit-in No-vax
Nel pomeriggio, alle ore 14.30, si è svolto un sit-in anti-vax guidato da Cristiano Fazzini. Alcuni dei giovani destinati alla manifestazione del Movimento 17 ottobre, privi di indicazioni concrete perché il leader della pagina è stato fermato, hanno aderito al corteo dei No-vax. Mentre il corteo attraversava Riviera Tito Livio, un ragazzo è stato colto a scrivere su un muro “Morte a Meloni”.
Verona e Trieste: presidi anti-saccheggio e nuove proteste
Verona ha proseguito la giornata con un sit-in programmato per le ore 15.00, organizzato da Federazione Italia, Amici zero vax e Sindacato d’Azione. Lo slogan “Fermiamoli!”, volto a chiedere la cancellazione delle accise sui carburanti e la destinazione dei fondi militari a iniziative civili, è stato lanciato in simultanea con altre città italiane.
Il negozio streetwear più noto della zona ha sbarrato le vetrine con assi di legno, lasciando soltanto l’ingresso libero e affiggendo un cartello che recita: “La vostra sicurezza è la nostra priorità”. Questo intervento segue le recenti tensioni e dimostra la volontà dei commercianti di prevenire danni alle strutture.
A Trieste, le forze di polizia hanno fermato un gruppo di giovani, per lo più di origine straniera, che raccoglieva sassi e creava disordini vicino alla Scala dei Giganti. Alcuni sono stati intercettati nei pressi di San Giusto, altri sono fuggiti. Nelle loro mani sono stati trovati oggetti potenzialmente offensivi e variosi passamontagna. I coinvolti sono stati condotti alla Questura, mentre alcuni negozi del centro commerciale hanno limitato gli accessi per evitare eventuali incursioni.
25 ottobre: il Movimento 17 ottobre cambia rotta all’ultimo minuto
Il giorno successivo, sabato 25 ottobre, il profilo social del Movimento 17 ottobre ha annunciato una revisione della strategia di raduno. Le piazze precedentemente indicate – Duomo a Milano, Piazza Nettuno a Bologna e altre – sono state annullate, con l’invito a non recarsi in luoghi “preannunciati”.
Secondo il nuovo comunicato, alle 14.30 verranno svelati tre punti di ritrovo in ciascuna città, con l’obbligo di presentarsi in gruppo. Un’ora dopo, alle 15.30, sarà indicata una grande piazza di aggregazione da raggiungere in corteo. Il messaggio conclusivo, “Be water”, richiama l’idea di adattarsi come l’acqua, rendendo più difficile per le forze dell’ordine prevedere i movimenti dei manifestanti.
Questa variazione di programma ha accresciuto la preoccupazione delle autorità, che hanno intensificato i controlli nelle stazioni ferroviarie della Lombardia e in altre città coinvolte. Il filtraggio prevede la verifica di biglietti, precedenti penali e la ricerca di oggetti proibiti come petardi o coltelli. Chi non rispetta le norme non potrà partecipare al corteo.
L’insieme di queste misure dimostra come le forze dell’ordine stiano cercando di contenere sia le proteste organizzate che le possibili azioni di gruppi più radicali, soprattutto alla luce degli episodi di “guerriglia urbana” registrati lo scorso weekend a Milano, con minori incappucciati e saccheggi in corso.



