Nel comune di Martellago, una donna di 44 anni ha deciso di rompere il silenzio dopo anni di sofferenza. La sua testimonianza, raccolta dai carabinieri della stazione locale, ha messo in luce una dinamica di abusi continui nei confronti della moglie e delle due figlie minori, culminata in una denuncia formale al questore di Venezia.
La vicenda ha radici profonde: dal 2022 il marito esercitava una serie di violenze fisiche e psicologiche, accompagnate da minacce di morte, ingiurie e continue umiliazioni. Dopo la separazione avvenuta nel febbraio del 2026, la donna ha cercato di ottenere un ammonimento dal questore nel luglio scorso, ma la situazione è rimasta insostenibile, spingendola a rivolgersi ai Carabinieri per fermare gli abusi.
Denuncia e contesto familiare
Durante l’interrogatorio, la vittima ha descrito una routine di intimidazioni che si è protratta per più di quattro anni. Le testimonianze dei familiari e i resoconti dei vicini hanno confermato l’esistenza di un clima di controllo e prevaricazione costante, con episodi di violenza che si susseguivano senza alcun intervento esterno finché non è stata presentata la querela.
Richiesta di ammonimento al questore
Nel luglio scorso, la donna ha formalmente chiesto al questore di Venezia un ammonimento nei confronti del coniuge, sperando di porre fine alle continue aggressioni. La domanda è stata accolta, ma la risposta giudiziaria è arrivata solo dopo la presentazione della denuncia, che ha innescato l’inchiesta dell’Arma.
Intervento dei carabinieri e provvedimenti giudiziari
Le indagini dei carabinieri di Martellago hanno permesso di ricostruire il quadro completo degli abusi grazie a testimonianze, prove documentali e al quadro psicologico delle vittime. L’autorità giudiziaria, valutati gli elementi raccolti, ha disposto l’allontanamento dell’uomo dalla abitazione familiare, l’applicazione di un divieto di avvicinamento e l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico oppure, in alternativa, il divieto di dimora nel Comune di Martellago.
Misure restrittive adottate
Il provvedimento, emesso dall’autorità giudiziaria, ha l’obiettivo di interrompere immediatamente i maltrattamenti e di garantire la sicurezza della madre e delle due figlie. La decisione è stata presa per evitare il prolungarsi delle sofferenze e per dare alla vittima la possibilità di ricostruire una vita libera dalla paura, con il sostegno delle forze dell’ordine.



