Domani, sabato 24 ottobre, le strade del centro storico di Padova saranno teatro di cortei organizzati da gruppi giovanili. Le autorità avevano già avvertito la popolazione di possibili disordini, ma la notizia più sorprendente è emersa dalle indagini sulla rete di messaggistica usata per coordinare gli atti.
Pianificazione antisociale attraverso le chat
Un profilo Instagram, seguito da circa 200 persone, è stato il crocevia dove undici giovani hanno scambiato istruzioni precise. Il titolare, un sedicenne con due precedenti per rapine, ha indicato una serie di comportamenti da adottare durante le manifestazioni.
Dress code e materiali pericolosi
Secondo i messaggi, gli aderenti dovevano indossare un completo total black e portare fuochi d’articolo, petardi e fumogeni da scagliere contro le forze dell’ordine. Le indicazioni sono state presentate come “strategia di difesa” contro gli sbirri, evidenziando una chiara intenzione di provocare scontri.
Obiettivi commerciali nel centro storico
La lista includeva due negozi di calzature situati nel cuore del centro storico, con l’esplicita proposta di saccheggiarli al termine della manifestazione. Gli adolescenti avevano persino delineato i percorsi di fuga, dimostrando un livello di organizzazione insolito per una protesta giovanile.
Intervento della Digos e applicazione del DASPO
In risposta, la Digos di Padova ha disposto il DASPO nei confronti di tutti gli undici partecipanti, di cui otto sono minorenni. Le misure sono state giustificate dal rischio di “sacrificio di ordine pubblico” e dalla pericolosità delle armi improvvisate.
Profilo dei coinvolti
Oltre al capo dei ragazzi, gli altri dieci coetanei hanno precedenti penali analoghi, alcuni anche in concorso con il leader. La maggior parte proviene da famiglie di seconda generazione di origine magrebina; cinque di loro erano già segnati da Dacur e da un avviso orale.
Un’operazione preventiva su due fronti
Questa è la seconda azione di tipo preventivo avviata dalla Digos nell’ultimo periodo. Una settimana fa, in vista della mobilitazione nazionale degli studenti, sono state effettuate otto perquisizioni su minorenni accusati di “istigazione a delinquere aggravata”. Anche in quel caso era stato pianificato l’assalto alla Questura e l’occupazione di negozi del centro.
Conseguenze e prospettive
Nel medesimo giorno, otto altri minorenni sono stati convocati in Questura di Padova insieme ai genitori, dove il Questore ha imposto le misure di prevenzione personali. L’intervento preventivo evidenzia una crescente attenzione delle forze dell’ordine verso le minacce organizzate online, soprattutto quando si avvicinano a momenti di alta tensione sociale.



