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Crisi di spazio nella giunta di Venezia: come Venturini dovrà scegliere tra i pretendenti

Il sindaco Simone Venturini deve comporre la giunta comunale in un quadro di posti limitati e richieste interne: nomi già quotati, soglie dell'accordo elettorale e possibili esclusi segnano le prossime decisioni.

Crisi di spazio nella giunta di Venezia: come Venturini dovrà scegliere tra i pretendenti

La vittoria elettorale ha consegnato a simone venturini la responsabilità di costruire una squadra di governo che rifletta il risultato della coalizione. Tuttavia, il numero di incarichi disponibili è ristretto e la ripartizione degli assessorati si trova a dover rispettare le clausole dell’accordo elettorale sottoscritto tra le forze politiche. In questo contesto, la lista civica che ha ottenuto il maggior consenso reclama una rappresentanza ampia, ma i posti concretamente a disposizione sono inferiori alle attese, creando già tensioni e strategie interne.

Sul tavolo del sindaco ci sono candidature con diversi profili: amministratori uscenti, esponenti di spicco della coalizione e qualche ipotesi di figura tecnica esterna. Alcuni nomi sono dati per certi, mentre altri contendenti rivendicano il diritto a un posto in giunta in virtù del peso elettorale raccolto. Il problema principale è il rapporto tra voti ottenuti e sedute disponibili, che rischia di tradursi in scelte dolorose e in malumori interni se non gestite con chiarezza e fermezza.

La conta dei posti e i candidati più accreditati

La struttura di ripartizione prevede per la compagine vincente un numero definito di assessorati: tre posti oltre alla presidenza del Consiglio comunale, che diventano il campo di scontro per almeno cinque pretendenti. Tra questi, due figure appaiono avvantaggiate per diritto proprio: una proposta per le Politiche sociali che raccoglie il testimone dell’amministrazione precedente e un altro esponente che ambisce a tornare in giunta piuttosto che assumere la presidenza del consiglio. A completare il quadro vi è l’intenzione del sindaco di valutare la nomina di un assessore alla Cultura esterno e di profilo internazionale, mossa che potrebbe rimescolare ulteriormente le priorità interne.

Nomi in pole e rivendicazioni

Tra i pretendenti interni figurano amministratori con esperienza locale consolidata e giovani emergenti che hanno raccolto un numero significativo di preferenze. Figure come un ex presidente di municipalità con un lungo mandato, una consigliera con molte preferenze personali e nuovi ingressi promettenti che hanno ottenuto buoni riscontri elettorali sono tutti in lizza. La presenza di candidati che provengono dall’area dei cosiddetti “ex fucsia” rende la partita ancora più complessa, perché ogni nome porta con sé un pacchetto di voti e un peso politico che il sindaco dovrà valutare.

Le regole dell’accordo e la posizione dei partiti

L’accordo elettorale firmato dalle forze della coalizione contiene clausole precise sulle soglie che danno diritto a ulteriori rappresentanze in giunta: superare determinati percentuali avrebbe garantito bonus occupazionali che ora influenzano la negoziazione. Un partito chiave, che ha rinunciato alla leadership della coalizione per sostenere l’unità, intende mantenere integra la propria quota di nomine e non intenderà cedere posti rispetto a quanto pattuito. Questa posizione si traduce in una volontà di assegnare la maggior parte degli incarichi in base a criteri di merito elettorale, privilegiando chi ha ottenuto preferenze significative.

Deleghe tecniche e possibili scelte

Nel definire la squadra, il partito di maggior peso interno chiede che almeno tre dei quattro assessori designati siano scelti tra gli eletti in Consiglio, lasciando margine per una delega speciale, ad esempio per le isole, a beneficio di un nome particolarmente rappresentativo. Altri profili valutati includono ex assessori con competenze amministrative e figure che potrebbero ricoprire incarichi strategici per aree come il turismo, il patrimonio culturale e la pianificazione urbana. Rimane la possibilità che l’esperienza amministrativa venga recuperata anche da figure che non sono entrate in Consiglio, qualora il partito ritenga necessario il loro contributo.

Gli altri schieramenti e il calendario delle decisioni

Oltre al grande mosaico della lista civica vincente, i partiti alleati hanno già indicato alcuni nomi per le caselle loro riservate: il partito della Lega confermerebbe un assessore al Commercio già in carica, mentre Forza Italia punterebbe su una figura che prosegua il lavoro sul Bilancio comunale. La Lega potrebbe ottenere un secondo posto, con due ex consiglieri che restano candidati concreti. Queste intese sono coerenti con le clausole di coalizione e con la necessità di bilanciare competenze e rappresentatività territoriale.

Nei prossimi giorni, dopo la proclamazione formale del sindaco, si attende la decisione definitiva sulla composizione della giunta: la scelta dovrà tenere insieme vincoli contrattuali, equilibri elettorali e la volontà di garantire competenze adeguate per gestire la città. Il rischio di lasciare fuori figure importanti è alto, e per questo il primo cittadino dovrà procedere con decisione per scongiurare tensioni che possano compromettere l’avvio del mandato.

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