Sabato 31 ottobre 2026 la comunità di chioggia si prepara a vivere un evento di grande rilievo spirituale e civico. Mons. Michele Di Tolve recente Vescovo Ausiliare di Roma, sarà accolto in una cerimonia che combina rito liturgico, presenza istituzionale e tradizione popolare. L’ingresso avrà luogo nella storica Cattedrale di Santa Maria Assunta ma il percorso include tappe significative al Municipio e alla Basilica di San Giacomo dove la Beata Vergine della Navicella è venerata come patrona della città.
Programma della cerimonia di ingresso
Il festeggiamento è stato accuratamente articolato per coinvolgere tutti i soggetti della vita diocesanale. Dalle 15.00 ai 16.00 il pubblico avrà la possibilità di assistere a tre momenti distinti, ciascuno con un valore simbolico specifico. Il rito inizia con i saluti istituzionali, prosegue con gli omaggi religiosi e culmina con la processione solenne che conduce alla Messa d’ingresso.
Saluti istituzionali al Municipio
Alle ore 15.00 il nuovo vescovo si presenterà davanti all’ingresso principale del Municipio. Nonostante la Loggia dei Bandi sia ancora oggetto di lavori di restauro, la presenza delle autorità civili e militari sottolinea il legame tra Chiesa e Stato. Mons. Di Tolve rivolgerà un breve discorso di apertura, riaffermando il suo impegno a collaborare con le istituzioni locali per il bene della comunità.
Omaggi alla Beata Vergine della Navicella nella Basilica di San Giacomo
Alle 15.30 la cerimonia si sposterà nella Basilica di San Giacomo dove il vescovo renderà omaggio alla Beata Vergine della Navicella patrona sia della città che della diocesi. Questo gesto richiama la devozione popolare e la tradizione marinara di Chioggia, riconoscendo il valore delle radici storiche nella vita cristiana contemporanea.
Processione e messa nella Cattedrale
Alle 15.45 inizia la processione verso la Cattedrale, seguita all’orario 16.00 dalla celebrazione della Santa Messa di ingresso. L’evento liturgico, celebrato da mons. Di Tolve segna il momento in cui il vescovo assume formalmente la sua autorità pastorale, come prescritto dal Codice di diritto canonico. La liturgia sarà aperta a tutti i fedeli, religiosi, diaconi e laici, confermando l’aspetto comunitario del rito.
Il profilo pastorale di Mons. Michele Di Tolve
Nato a Milano nel 1963, mons. Di Tolve porta con sé un ricco bagaglio di esperienze pastorali. Dopo aver svolto il ministero sacerdotale nell’Arcidiocesi ambrosiana ha ricoperto il ruolo di rettore del Seminario Arcivescovile di Milano e ha diretto la parrocchia di Rho. Il 2 settembre 2023 è stato ordinato vescovo nel Duomo di Milano per poi diventare Vescovo Ausiliare di Roma e rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore. In quella sede ha coordinato l’assistenza al diaconato, al clero, alla vita consacrata e all’Ordo Virginum, dimostrando una capacità di gestione amministrativa e pastorale di ampio respiro.
Il suo impegno nel campo dell’educazione cristiana è evidente nei ruoli di coordinatore dell’Ufficio per la pastorale scolastica, l’insegnamento della religione cattolica, le scuole cattoliche e la pastorale giovanile e universitaria. Tale esperienza lo rende particolarmente attento alle esigenze dei giovani e alle dinamiche formative della Chiesa moderna.
Significato canonico e pastorale della presa di possesso
La presa di possesso non è una semplice formalità, come ricorda spesso il documento “Pastores gregis”. Il Codice di diritto canonico indica che l’atto deve avvenire nella chiesa cattedrale, alla presenza del clero e del popolo, perché sia realmente efficace. Il Concilio Vaticano II sottolinea che il vescovo è successore degli Apostoli chiamato a insegnare, santificare e governare il popolo di Dio.
Il nuovo vescovo ha lanciato un appello ai fedeli di Chioggia, chiedendo “preghiera, sincerità, collaborazione e pazienza”. Questo invito riflette la consapevolezza che la sua azione pastorale deve essere fondata sulla comunione ecclesiale sulla partecipazione responsabile di tutti e sul rispetto delle tradizioni locali, comprese le storie di chi è emigrato e di chi è arrivato nella zona. Il suo obiettivo è ascoltare la realtà territoriale, le speranze e le ferite della gente, per costruire una Chiesa più fraterna e missionaria.



