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Lavoratori de La Fenice in sciopero il 13 e il 28 novembre

Due giornate di sciopero sono state proclamate al Teatro La Fenice per il 13 e il 28 novembre: le sigle sindacali chiedono più organico, meno precariato e ventilano critiche sulla tournée a Shanghai.

Lavoratori de La Fenice in sciopero il 13 e il 28 novembre

Al Teatro La Fenice di Venezia sono state indette due giornate di sciopero che coincidono con le aperture delle stagioni principali: la prima il 13 novembre, data scelta per l’inaugurazione della stagione lirica, e la seconda il 28 novembre, giorno previsto per l’avvio della stagione sinfonica. Le iniziative sindacali arrivano dopo un percorso assembleare e incontri con la direzione e sono motivate da richieste che riguardano in primo luogo la composizione del personale, il ricorso al lavoro precario e il riconoscimento professionale del personale.

Le ragioni della mobilitazione e le date decisive

Le assemblee dei lavoratori tenutesi il 9 ottobre e l’incontro con la direzione del 13 ottobre hanno portato le rappresentanze sindacali a formalizzare la protesta con una lettera congiunta. Cgil Slc, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Fials hanno concordato lo sciopero per le due prime ufficiali del teatro. Tra le motivazioni principali spiccano la richiesta di un aggiornamento della pianta organica, la riduzione del precariato e una più adeguata valorizzazione delle professionalità interne.

Mauro Vianello, della Fistel CISL Veneto, sintetizza il sentimento degli addetti: “Questi primi due scioperi sono sicuramente voluti dai lavoratori e dalle lavoratrici” perché «tutto ciò che noi stiamo cercando di recuperare, costruire e risolvere non è stato fatto». Le date del 13 e del 28 novembre assumono così la forma di appuntamenti simbolici, oltre che pratici, per rivendicare cambiamenti strutturali.

La pianta organica e l’obiettivo di ridurre il precariato

Uno dei punti su cui i sindacati spingono con maggiore insistenza è la revisione della pianta organica del teatro: secondo le rappresentanze, l’organico attuale non risponde alle necessità operative e organizzative. “Sulla pianta organica noi stiamo spingendo da tempo, chiedendo una rivisitazione, quindi un adeguamento“, afferma Vianello, indicando la strada per un incremento di posti stabili.

L’idea esplicita è che l’incremento dell’organico porterebbe a una riduzione del ricorso a contratti temporanei. «Se riusciamo a ottenere un incremento della pianta organica, sicuramente andremo a ridurre il precariato», dichiara il rappresentante sindacale, collegando direttamente la stabilità occupazionale a una modifica della struttura del personale. Parallelamente, le organizzazioni chiedono che venga riconosciuta e valorizzata la professionalità quotidiana del personale tecnico e amministrativo: “Ci deve essere anche una valorizzazione delle risorse umane, quindi delle lavoratrici e dei lavoratori“.

Critiche organizzative sulla tournée a Shanghai

Un elemento aggravante che ha alimentato la mobilitazione è la gestione della tournée del teatro a Shanghai. Durante un confronto sindacale sulla trasferta sarebbero emerse difficoltà già segnalate in precedenza, che secondo i rappresentanti non sono state adeguatamente affrontate dalla direzione. Vianello osserva che “A Shanghai sono usciti problemi che noi avevamo annunciato” e aggiunge che “Questa direzione, di fatto, non è stata nelle condizioni di programmare un evento così importante“.

I sindacati denunciano una ricaduta della cattiva organizzazione sul personale inviato in Cina: «Tutti coloro che sono a Shanghai si stanno caricando sulle proprie spalle le incoerenze e la malorganizzazione di questo evento», sostiene Vianello, che tuttavia riconosce lo sforzo dei lavoratori nel fronteggiare la situazione: “Grazie a questi lavoratori e a queste lavoratrici, l’evento probabilmente si concluderà in maniera positiva“. Il merito, secondo il rappresentante sindicale, va attribuito alla disponibilità e professionalità del personale, non a scelte gestionali soddisfacenti.

Prospettive del confronto sindacale

Rimane aperto il dialogo tra le rappresentanze dei lavoratori e la direzione del Teatro La Fenice. Le organizzazioni sindacali insistono su una serie di punti concreti che, a loro avviso, richiedono risposte strutturali: aggiornamento della pianta organica, interventi per contenere il precariato e una rivalutazione delle indennità e delle condizioni correlate alle trasferte internazionali. Le due giornate di astensione dal lavoro previste per il 13 e il 28 novembre costituiscono dunque un banco di prova per la capacità dell’istituzione di avviare cambiamenti e ricomporre le criticità segnalate.

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