30 ottobre 2026 🌤 17° Allerta gialla · vento · fino 1 novembre 23:59

Aziende fantasma e caporalato scoperti nel basso Veneziano

La Guardia di Finanza di Chioggia ha smascherato un sistema di aziende fantasma e caporalato nel tessile, con sequestri per 500 mila euro e indagini su un fatturato illecito di due milioni.

Aziende fantasma e caporalato scoperti nel basso Veneziano

Il 29 ottobre 2026 la Guardia di Finanza di Chioggia ha portato alla luce un’articolata struttura illegale che operava nel settore tessile del basso Veneziano. Le attività investigative hanno ricostruito un meccanismo fondato su società di comodo, sfruttamento del lavoro e frode fiscale, con un impatto economico stimato in due milioni di euro.

L’operazione ha comportato il controllo di quattro aziende, la denuncia di cinque persone e il sequestro preventivo di beni per un valore di 500 mila euro. Le indagini proseguono per individuare i reali vertici della filiera criminale che si nascondevano dietro le compagini societarie.

Modalità del sistema illecito scoperto dalla Guardia di Finanza

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sistema si basava sull’uso di aziende “fantasma” intestate a prestanomi: società formalmente costituite ma prive di reale struttura produttiva o amministrativa. Queste entità venivano impiegate per assumere lavoratori e accumulare debiti verso l’Erario, per poi essere cancellate o abbandonate, lasciando gravare i costi sociali sulla collettività.

Ruolo delle imprese committenti e meccanismi fiscali

Al vertice della catena operavano ditte regolari che si avvalevano della manodopera fornita dalle società di comodo. Tali committenti beneficiavano di costi di lavoro molto bassi e, secondo gli accertamenti, potevano indebitamente portare in detrazione l’IVA sulle fatture emesse per i servizi ricevuti. L’analisi dei movimenti bancari e della documentazione fiscale ha permesso ai finanzieri di ricostruire i flussi finanziari e individuare la rete di rapporti tra le imprese coinvolte.

Sequestri, numeri e aree interessate

Le attività investigative hanno portato al sequestro preventivo di immobili, autovetture di pregio, contanti e disponibilità finanziarie per un totale di 500 mila euro. Le forze dell’ordine hanno controllato quattro aziende e denunciato cinque persone ritenute coinvolte nella gestione della frode. L’operazione si è concentrata in particolare nelle zone periferiche del territorio, con riferimenti puntuali all’area del Cavarzano (Cavarzerano).

Il valore complessivo del fatturato illecito collegato al sistema è stato stimato attorno a due milioni di euro, cifra che rende immediatamente percepibile la dimensione economica dell’infedeltà fiscale e del lavoro sommerso praticato.

Reazioni sindacali e dichiarazioni

Sulla vicenda è intervenuto Francesco Coco, segretario generale della Femca Cisl Venezia, che ha commentato l’azione degli inquirenti. Nella nota ufficiale si legge: “Leggendo le notizie di agenzia, ci congratuliamo con la Guardia di Finanza per aver smascherato questa frode nel settore tessile“. Coco ha sottolineato come casi di imprese costituite per operazioni elusive siano denunciati da tempo e abbia richiamato l’attenzione sul danno sociale recato ai lavoratori e al territorio.

Il sindacato ha evidenziato che la prassi dell’apri e chiudi ha lasciato dipendenti senza retribuzioni e ha aggravato il ricorso agli ammortizzatori sociali, danneggiando la reputazione di un tessuto produttivo che in molte realtà locali continua a operare con trasparenza e regolarità.

Implicazioni per il tessuto locale

La scoperta di un giro illecito di questa portata solleva interrogativi sulle garanzie di tutela del lavoro e sulla capacità delle istituzioni di intercettare fenomeni di elusione sistemica. Il caso nel basso Veneziano mette in evidenza come il collegamento tra società di comodo e imprese committenti possa compromettere equità fiscale e competitività del settore.

Le autorità hanno precisato che le indagini proseguiranno per risalire ai reali responsabili della rete societaria e per quantificare con precisione tutte le posizioni debitorie nei confronti dell’Erario. Il procedimento mira altresì a identificare eventuali beneficiari finali dei flussi finanziari illeciti e a recuperare le somme non versate allo Stato.

Il ritrovamento conferma, ancora una volta, la necessità di controlli incisivi e coordinati nei settori a rischio di sfruttamento del lavoro e di frode fiscale. L’intervento della Guardia di Finanza di Chioggia rappresenta un’operazione significativa per la tutela dei lavoratori e della concorrenza leale tra imprese.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Venezia adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 8
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 30 ottobre