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Salone nautico di Venezia: eolico offshore, intelligenza artificiale e blue economy in primo piano

Al convegno del 30 maggio 2026 all'Arsenale esperti, istituzioni e imprese hanno discusso l'uso del mare per l'energia rinnovabile, la trasformazione digitale e le opportunità per la cantieristica veneziana senza rinunciare allo sviluppo.

Salone nautico di Venezia: eolico offshore, intelligenza artificiale e blue economy in primo piano

Il Salone nautico di Venezia ha fatto da cornice a un confronto intenso sulle sfide che attendono la nautica e la filiera del mare. In un convegno ospitato nella Sala Squadratori dell’Arsenale e promosso da Assonautica Venezia insieme alla Camera di Commercio Venezia Rovigo, rappresentanti istituzionali, imprenditori e operatori del settore hanno messo a fuoco il ruolo strategico del mare per la transizione energetica e la digitalizzazione.

L’incontro del 30 maggio 2026 ha ribadito come a Venezia la sostenibilità debba essere accompagnata dall’innovazione e dall’investimento, ponendo l’accento su politiche industriali che non penalizzino la crescita ma la orientino verso modelli più puliti e resilienti.

Il mare come infrastruttura energetica

Uno dei punti centrali del dibattito è stato il potenziale del mare per generare energia rinnovabile. Relatori e istituzioni hanno sottolineato l’importanza di puntare sull’eolico offshore, sulle tecnologie per sfruttare l’energia delle onde e sui sistemi di accumulo per integrare la produzione marina nelle reti nazionali. L’idea chiave emersa è che il mare non sia solo un bacino di risorse, ma una vera e propria infrastruttura strategica per l’autonomia energetica del Paese.

Filiera e investimenti

Per trasformare il potenziale in opportunità concrete servono filiere industriali robuste e capitali per la ricerca e lo sviluppo. È stato ribadito come la costruzione di una catena produttiva per l’eolico offshore richieda competenze, cantieristica specializzata e infrastrutture portuali adeguate: elementi che possono generare nuova occupazione e valore aggiunto per il territorio.

Innovazione digitale e intelligenza artificiale

Accanto all’energia, il convegno ha esplorato il contributo della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale ai processi produttivi e informativi del settore nautico. L’intervento di Fernando Diana ha sottolineato come queste tecnologie stiano ridefinendo modelli decisionali, comunicazione e gestione operativa, richiedendo però un robusto piano di formazione per colmare il gap di competenze.

Competenze e formazione

L’adozione di strumenti digitali non è neutra: per trarne vantaggio le imprese devono investire in capitale umano. Il convegno ha evidenziato la necessità di percorsi formativi specifici per l’uso responsabile dell’IA in ambito nautico e per l’aggiornamento di tecnici e manager, così da facilitare processi di innovazione sostenibile.

La visione delle istituzioni e il ruolo delle imprese

I rappresentanti istituzionali presenti hanno ripetuto che la transizione ecologica non può essere pensata senza una visione strategica condivisa tra politica e impresa. Il sindaco di Venezia ha affermato che la lotta all’inquinamento e la riduzione delle microplastiche devono procedere di pari passo con la crescita economica, puntando su investimenti e innovazione.

Dal canto suo, la leadership di Assonautica ha ricordato l’eccellenza italiana nella produzione di unità da diporto e la necessità di colmare il gap competitivo con politiche che favoriscano sinergie pubblico-private. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’attenzione per l’ambiente in opportunità industriali concrete.

Blue economy e cantieristica

I dati sulla filiera cantieristica di Venezia e Rovigo presentati durante il Salone confermano il peso strategico del settore: migliaia di addetti, numerose localizzazioni produttive e una forte vocazione all’export. Il settore della manutenzione e riparazione, in particolare, è emerso come componente di elevata redditività, capace di sostenere la transizione attraverso il re-fitting e la conversione verso propulsioni più pulite.

Nel complesso, l’evento ha tracciato una possibile traiettoria per Venezia: una città-laboratorio dove sperimentare soluzioni di mobilità sostenibile in acqua, dallo sviluppo dei motori elettrici e a idrogeno all’adozione di materiali e processi meno impattanti. La sfida resta integrare queste scelte in progetti industriali concreti, supportati da investimenti e normative chiare.

Il Salone Nautico si è confermato così come palco non solo espositivo ma anche progettuale: un luogo in cui confrontare idee, creare alleanze tra imprese e istituzioni e spingere verso una blue economy che sappia coniugare innovazione tecnologica, tutela ambientale e sviluppo economico.

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