Il lavoro nero in Italia rappresenta un fenomeno economico di dimensioni preoccupanti. Secondo un’analisi basata sui dati Istat del 2026, il volume d’affari generato dall’economia sommersa supera i 77 miliardi di euro all’annocon una distribuzione geografica e settoriale che rivela criticità diffuse.
Il Mezzogiorno è la regione più colpita, con un terzo della ricchezza prodotta irregolarmente e la quota più alta di lavoratori coinvolti. Tuttavia, il fenomeno è diffuso anche nel Centro-Norddimostrando come il lavoro nero sia diventato un problema strutturale in tutto il paese.
Le regioni più colpite dal lavoro nero
La Calabriala Campania e la Sicilia sono le regioni con la maggiore propensione al lavoro nero. La Calabria, in particolare, presenta la quota più elevata di valore aggiunto riconducibile al lavoro irregolare, pari all’8,3%. Seguono la Campania con il 7% e la Sicilia con il 6,4%. La media nazionale si attesta al 4%.
Dei 2,6 milioni di occupati irregolari stimati in Italia, quasi un milione e mezzo opera nel Mezzogiorno. La Calabria registra il tasso di irregolarità più alto, con il 17,9%, seguita dalla Campania con il 14,4% e dalla Sicilia con il 14%. Il dato medio nazionale è del 10%.
I settori con il maggior numero di irregolari
Il settore delle attività di famiglie come datori di lavoroche include colf e badanti, è quello con il maggior numero di irregolari. Su un totale di 615.000 unità, il tasso di irregolarità raggiunge il 48,8%. Questo comparto è seguito dall’agricolturacon un tasso di irregolarità del 20,8% e 196.100 persone coinvolte.
Le attività artisticheche includono attori, cantanti, spettacoli viaggianti, giochi e parchi divertimento, presentano un tasso di irregolarità del 20,3%, con 225.300 irregolari. Anche il settore dell’alloggio e ristorazione è significativamente colpito, con un tasso di irregolarità del 14,4% e 261.200 persone coinvolte.
Il lavoro nero continua a rappresentare un fenomeno strutturale dell’economia italiana, con effetti rilevanti sul piano sociale, tributario e contributivo. La lotta contro questo fenomeno richiede un impegno concreto e coordinato a livello nazionale.


