In una delle città più affascinanti del mondo, Venezia, si sta svolgendo una scena che ha dell’incredibile. In una calle laterale vicino a campo San Cassiano, un giovane ha trasformato lo spazio pubblico nel suo salone di barbiere improvvisato. Con una sedia, un asciugamano, una mantellina, un pettine e un rasoio elettrico, il giovane offre i suoi servizi ai passanti, creando una situazione che ha attirato l’attenzione dei residenti e delle autorità.
Un salone all’aperto in corte Ca’ Michiel
Il giovane, descritto come di probabile origine tunisina, ha scelto corte Ca’ Michiel, a San Polo, come sua base operativa. Qui, in orari diversi della giornata, posiziona una sedia sui masegni della calle e inizia a lavorare, davanti agli occhi increduli dei passanti e dei veneziani affacciati alle finestre. La sua attività è diventata così popolare che spesso si forma una coda di clienti in attesa del loro turno.
Il giovane offre un servizio completo, con tanto di mantellina inclusa nel prezzo, e i clienti pagano la cifra pattuita per il lavoro svolto. Nonostante l’attività sia abusiva, sembra aver creato un giro di clientela affezionata, composta principalmente da non veneziani.
La reazione dei residenti e delle autorità
Una veneziana che preferisce restare anonima ha raccontato di aver chiamato la Polizia locale per segnalare l’attività. «All’inizio ho pensato che fosse un episodio isolato. Ma poi ho appurato che la cosa si ripete da tempo e in orari diversi della giornata», ha riferito la signora.
La donna ha spiegato che, sebbene il giovane non faccia del male a nessuno, la sua attività è comunque abusiva e genera una concorrenza sleale nei confronti di chi svolge la professione nel rispetto delle regole. Inoltre, l’aspetto igienico è chiaramente trascurato.
La Polizia locale ha risposto che avrebbe mandato qualcuno sul posto non appena possibile, ma alla fine non sembra esserci stato alcun intervento. Il giovane, una volta finito il turno, ha preso le sue cose e se n’è andato, per tornare il giorno successivo.
Un’attività che solleva domande
Questa insolita attività solleva diverse domande. Come è possibile che un’attività abusiva possa prosperare in una città come Venezia? Quali sono le implicazioni per la concorrenza sleale e per la sicurezza igienica? E, soprattutto, cosa possono fare le autorità per porre fine a questa situazione?
Per ora, il giovane continua a offrire i suoi servizi in calle, creando una scena che è diventata una sorta di attrazione per i passanti. Ma la domanda rimane: fino a quando durerà questa strana attività?


