Nel pomeriggio di martedì 13 ottobre, un uomo di 66 anni, proprietario di un appezzamento agricolo nella zona di Ponte Tezze, tra via Triestina e il tragitto che porta al Biverone di San Stino di Livenza, ha subito un improvviso collasso mentre era impegnato nelle proprie attività sul campo. Il vicino, anch’egli agricoltore, lo ha trovato a terra, privo di risposta, e ha immediatamente chiamato il numero unico di emergenza 118. Il decesso si è verificato intorno alle 17.00, momento in cui il lavoratore, noto nella comunità per la sua esperienza, aveva già manifestato in passato qualche episodio di disagio cardiaco.
Il testimone, un agricoltore del luogo, ha riferito di aver visto l’uomo cadere senza alcun preavviso e, non appena ha percepito la gravità della situazione, ha attivato il primo soccorso chiamando i carabinieri e i soccorsi sanitari. I primi minuti sono stati cruciali: l’intervento è stato avviato sul posto mentre il paziente era ancora senza vita apparente, e la rapidità della segnalazione ha permesso l’arrivo immediato degli operatori del Suem proveniente dall’ospedale di San Donà.
Intervento dei soccorsi e constatazione del decesso
All’arrivo del Suem l’equipe sanitaria ha immediatamente tentato la rianimazione, applicando le manovre standard di riscossione cardiopolmonare e utilizzando il defibrillatore automatico esterno. Nonostante gli sforzi congiunti dei medici e dei paramedici, il paziente non ha mostrato segni di ripresa. Dopo diversi minuti di tentativi infruttuosi, i medici hanno dovuto constatare l’assenza di segni vitali, certificando il decesso per arresto cardiaco.
Nel frattempo, l’elisoccorso di Treviso, già stato allertato, è stato deviato verso il luogo dell’incidente, ma è stato costretto a rientrare in base alle indicazioni del personale sanitario che aveva concluso la situazione. La certificazione è stata ufficializzata sul posto, e il corpo è stato trasportato all’ospedale di San Donà per le procedure burocratiche e il successivo trasporto funebre.
Indagini preliminari dei carabinieri di Portogruaro
I carabinieri appartenenti alla compagnia di Portogruaro hanno avviato le prime verifiche sul campo, effettuando un sopralluogo del terreno e raccogliendo le testimonianze del vicino agricoltore e di eventuali presenti. L’analisi preliminare ha evidenziato che il soggetto presentava già una storia clinica di disturbi al cuore, fattore che consente di ipotizzare con buona probabilità che la causa del decesso sia stata un infarto improvviso.
Profilo del defunto e eventuali fattori di rischio
Il defunto, un agricoltore di 66 anni, era noto per la sua attività fisica intensa legata alla gestione del proprio terreno. Nonostante la regolare attività, le patologie cardiache pregresse, segnalate dal suo medico di famiglia, avrebbero potuto aumentare il rischio di un evento acuto durante sforzi prolungati. Le autorità hanno sottolineato che, al momento, non emergono elementi che indichino una responsabilità esterna o un evento accidentale, confermando l’ipotesi che il malore sia stato di natura naturale.
Le indagini dei carabinieri proseguiranno per raccogliere tutti gli elementi necessari a chiudere il caso, ma le evidenze finora raccolte orientano verso una causa naturale, senza suggerire responsabilità di terzi.



