21 Maggio 2026 🌤 22°
Ultim'ora
Missione DAN conclude il recupero a Dhekunu Kandu: tutte le vittime ritrovate

Camilla Marcante prosciolta: il tribunale accoglie la richiesta per insufficienza di prove

Verdetto definitivo dopo l'incidente del 21 MAG: la sentenza chiarisce quali elementi tecnici e probatori hanno pesato sull'assoluzione

Camilla Marcante prosciolta: il tribunale accoglie la richiesta per insufficienza di prove

VICENZA, 21 MAG – Il tribunale ha pronunciato l’assoluzione piena per Camilla Marcante, imputata nel procedimento relativo alla morte di Davide Pilotto. La decisione segue la richiesta della procura di proscioglimento formulata nell’ultima udienza per insufficienza di prove, un elemento che ha determinato l’esito finale del processo.

La vicenda ha avuto origine dopo l’incidente del agosto 2026, quando l’auto su cui viaggiava il giovane è precipitata nel torrente Orolo in strada Lobia, a Vicenza. Nel corso degli anni il caso è stato caratterizzato da sviluppi investigativi contrastanti e da passaggi processuali che hanno sollevato dubbi sulla ricostruzione dei fatti.

Gli elementi tecnici che hanno inciso sul giudizio

Al centro del dibattimento sono emersi diversi elementi tecnici che la difesa ha definito incompatibili con la versione accusatoria, sollevando perplessità sull’attribuzione della guida. Tra i punti più discussi figurano le risultanze della centralina del veicolo, i rilievi sulla posizione dei passeggeri e gli esiti degli esami svolti sul corpo della vittima. Questi dati sono stati presentati in aula come argomentazioni chiave per sostenere l’assenza di prove certe sulla responsabilità penale dell’imputata, così da cambiare il corso delle indagini iniziali.

Dati e analisi della centralina

La lettura della centralina è stata descritta dai periti come un fattore determinante: i dati registrati hanno fornito indicazioni su velocità, manovre e momenti antecedenti allo schianto. La difesa ha sottolineato come queste risultanze non coincidenti con la ricostruzione della pubblica accusa abbiano contribuito a instillare il dubbio necessario per l’assoluzione. In questo contesto il valore probatorio della centralina è stato contrapposto ad altre fonti di prova, con l’obiettivo di valutare la coerenza complessiva della versione dei fatti.

Accertamenti medico-legali e condizioni della vittima

Gli accertamenti di natura medico-legale hanno poi evidenziato elementi ritenuti rilevanti per la dinamica dell’incidente: la posizione degli occupanti al momento dell’impatto e gli esami tossicologici e alcolemici praticati su Davide Pilotto hanno mostrato condizioni considerate dalla difesa «gravemente alterate». Tali riscontri sono stati utilizzati per mettere in discussione l’ipotesi che la guidatrice fosse la stessa imputata, rendendo più complessa una correlazione diretta tra condotta e risultato mortale.

La linea della Procura e le richieste di archiviazione

La storia processuale del caso è segnata da momenti procedurali significativi: la Procura di Vicenza ha avanzato due richieste di archiviazione nel corso delle indagini, esprimendo in più fasi la valutazione che non vi fossero elementi sufficienti per sostenere l’accusa. Nel processo la stessa Procura ha poi chiesto l’assoluzione dell’imputata per insufficienza di prove, una scelta che ha influito in modo decisivo sulla sentenza finale e che riflette la complessità probatoria emersa durante le indagini e l’istruttoria.

Controversie, riflessioni e possibili conseguenze

Il verdetto pone fine a un procedimento giudiziario che era stato percepito come controverso e mediaticamente seguito. L’assoluzione di Camilla Marcante riapre il dibattito sulle modalità con cui vengono interpretati e pesati i rilievi tecnici in incidenti stradali gravi, e solleva interrogativi sulle prassi investigative quando emergono contraddizioni investigative e testimoniali. Per gli operatori della giustizia la vicenda è un caso esemplare su come la somma di elementi tecnici e probatori possa condizionare l’impostazione accusatoria e la decisione finale del giudice.

Implicazioni per le parti coinvolte

L’assoluzione non cancella il dolore per la perdita di Davide Pilotto, ma declina in termini giuridici la conclusione dell’iter processuale nei confronti dell’imputata. La famiglia della vittima, la difesa e gli inquirenti si trovano ora a confrontarsi con un quadro giudiziario che evidenzia la necessità di chiarezza investigativa quando si tratta di incidenti complessi. Al contempo, il caso rimane un punto di riferimento per discussioni future su prova e attendibilità degli elementi tecnici in dibattimento.

Venezia adesso

ACCADUTO OGGI
1503
Il doge Agostino Barbarigo firma la pace con il sultano ottomano a conclusione della…