A Venezia è stato presentato il progetto Campus Safe, un percorso formativo che mette in relazione università, istituzioni e professionisti per ripensare la sicurezza urbana come componente strutturale della progettazione cittadina. L’iniziativa, promossa dalla Prefettura di Venezia e dall’Università Iuav, è stata illustrata nella sede dei Tolentini alla presenza di rappresentanti istituzionali, tra cui la consigliera comunale Paola Mar, il prefetto Darco Pellos e il rettore Benno Albrecht. Il tema centrale è la rigenerazione urbana che coniuga qualità dello spazio, prevenzione e benessere della comunità.
Il progetto nasce da un protocollo d’intesa sottoscritto il 1° dicembre 2025 tra le due istituzioni e propone un modello di lavoro che integra ricerca accademica, competenze amministrative ed esperienza professionale. L’obiettivo dichiarato è trasformare interventi puntuali di riqualificazione in processi capaci di generare contesti realmente vivibili e percepiti come sicuri dagli abitanti. Le iscrizioni al percorso formativo sono aperte fino al 3 dicembre 2026, rivolgendosi sia ai neolaureati sia al personale delle Pubbliche Amministrazioni.
Interventi istituzionali e adesione politica a Venezia
Nel corso della presentazione sono intervenuti esponenti locali e regionali: in rappresentanza del Comune Paola Mar ha sottolineato come la rigenerazione urbana non debba limitarsi all’estetica degli spazi ma guardare alla loro fruibilità concreta e alla capacità di generare nuove opportunità. L’assessore regionale Marco Zecchinato, presente per delega del presidente della Regione Veneto, ha evidenziato il legame stretto tra governo del territorio e sicurezza pubblica, confermando l’attenzione regionale verso iniziative che promuovono competenze condivise.
Ruolo dei firmatari e obiettivi operativi
Il protocollo del 1° dicembre 2025 definisce un quadro di collaborazione in cui l’Università Iuav fornisce saperi teorici e strumenti progettuali, mentre la Prefettura contribuisce con competenze di governance e sicurezza. L’intento è sviluppare metodologie operative, linguaggi progettuali condivisi e strumenti che possano essere applicati nella pianificazione urbana per migliorare la percezione e la realtà della sicurezza negli spazi pubblici.
Contenuti formativi e destinatari del percorso
Il percorso formativo di Campus Safe è pensato come un momento di confronto interdisciplinare: architetti, urbanisti, funzionari pubblici e professionisti della sicurezza territoriale sono chiamati a lavorare insieme per elaborare proposte progettuali concrete. Tra i temi affrontati ci saranno la progettazione degli spazi pubblici, l’accessibilità, la prevenzione del disagio urbano e le strategie per migliorare la fruizione degli ambienti. L’approccio privilegia l’applicazione pratica, con laboratori e studi di caso locali.
La struttura del corso punta a fornire sia competenze tecniche sia capacità di governance: si mira a creare figure professionali in grado di integrare aspetti di qualità urbana con misure di prevenzione e gestione della sicurezza. Questa forma di formazione è pensata per incidere direttamente sulle politiche locali, offrendo strumenti utili agli enti che gestiscono il territorio.
Tempistica dell’iniziativa e prime azioni pubbliche
La presentazione ufficiale del progetto si è svolta nella sede Iuav dei Tolentini, con un calendario di attività che prevede sessioni formative, workshop e momenti di confronto istituzionale. La scadenza per le iscrizioni, fissata al 3 dicembre 2026, delimita il periodo utile per partecipare al primo ciclo del percorso. L’intesa firmata il 1° dicembre 2025 costituisce la base amministrativa per sviluppare i contenuti e predisporre collaborazioni con altri enti territoriali interessati a replicare o integrare gli esiti progettuali.
Con Campus Safe si vuole promuovere una nuova cultura della sicurezza, non soltanto come controllo o presidio, ma come elemento inscindibile della progettazione urbana che favorisca la qualità della vita e la coesione sociale. Il progetto rappresenta un tentativo concreto di tradurre riflessioni teoriche in pratiche operative, con l’obiettivo di rendere gli spazi pubblici più accessibili, sicuri e fruibili per la collettività.



