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Cerimonia di insediamento a Venezia: Venturini riceve la fascia da Brugnaro

La cerimonia a Ca’ Farsetti del 29 maggio 2026 ha ufficializzato il trasferimento del ruolo di sindaco da Luigi Brugnaro a Simone Venturini, tra ringraziamenti, promesse e un primo confronto operativo con i dirigenti comunali.

Cerimonia di insediamento a Venezia: Venturini riceve la fascia da Brugnaro

La sala stucchi di Ca’ Farsetti è stata teatro, il 29 maggio 2026, di un passaggio di consegne formale tra il sindaco uscente Luigi Brugnaro e il sindaco eletto simone venturini. L’evento, pur composto e istituzionale, ha raccolto emozioni, attestati di stima e un messaggio chiaro sulla continuità amministrativa. Alla cerimonia hanno partecipato i vertici della Polizia Locale, i dirigenti d’area, i rappresentanti delle società partecipate e alcuni esponenti dell’amministrazione uscente, insieme ai vertici della Biennale di Venezia.

Le parole di Brugnaro e il bilancio personale

Aprendo la cerimonia, Luigi Brugnaro ha espresso un tono che ha mescolato orgoglio e gratitudine: ha ringraziato i dirigenti e il personale comunale definendoli «persone competenti» che lascerà nelle mani del nuovo sindaco. Ha sottolineato l’importanza dell’ordine dei conti come risultato di anni di amministrazione e ha manifestato fiducia nell’energia e nella volontà del suo successore. Nel suo intervento Brugnaro ha anche anticipato il rientro nel mondo imprenditoriale, spiegando di volersi dedicare a un ruolo di visionario per i suoi progetti, senza tornare a dirigere direttamente le società di famiglia.

Un saldo di responsabilità

Nel discorso è emersa la volontà di consegnare la fascia con serenità, affermando che la città è «in ottime mani». Brugnaro ha rivendicato alcuni risultati ritenuti significativi per la città e per la cintura metropolitana, come la realizzazione di infrastrutture culturali e sportive, e ha ricordato la collaborazione con le istituzioni regionali. La sua uscita di scena è stata narrata non come una resa ma come il passaggio di una responsabilità frutto di anni di lavoro amministrativo.

Il primo discorso di Venturini e gli impegni per la città

Simone Venturini, che ha raccolto la fascia, ha definito la scelta di candidarsi «per amore di Venezia» e ha promesso di impegnarsi quotidianamente per tutta la comunità. Ha ringraziato Brugnaro sia come sindaco sia come amico, ricordando momenti difficili condivisi, dall’emergenza dell’acqua alta agli arrivi dei profughi ucraini, e ha evidenziato che le finanze comunali siano «in ordine», elemento che gli permette di assumere l’incarico con maggiore serenità.

Una gestione di unità

Venturini ha ribadito la volontà di essere «il sindaco di tutti», senza distinzioni tra centro e periferie, e ha promesso di rispettare la coalizione che lo ha sostenuto. Ha evitato commenti sulla composizione della giunta, preferendo concentrarsi sull’avvio operativo: subito dopo la cerimonia ha infatti avuto un incontro con i dirigenti d’area e i vertici delle partecipate per avviare il lavoro amministrativo quotidiano.

Aspetti istituzionali e relazioni interne

La cerimonia è stata sobria dal punto di vista mediatico ma significativa nei contenuti: la presenza del picchetto d’onore della Polizia Locale e dei vertici delle aziende partecipate ha dato concretezza al passaggio. Entrambi i protagonisti hanno voluto enfatizzare il concetto di continuità istituzionale e la necessità di mantenere un rapporto operativo stretto tra amministrazione politica e dirigenti tecnici.

Il ruolo dei dirigenti e delle società partecipate

Durante l’incontro è emerso chiaramente che il nuovo sindaco si affiderà alla struttura esistente: Venturini ha espresso l’intenzione di lavorare in sintonia con i direttori di area e i vertici delle partecipate, riconoscendo l’importanza delle competenze interne per garantire servizi e progetti. Questo approccio mette al centro l’idea di una macchina amministrativa che funziona quando c’è dialogo tra politica e management pubblico.

Relazioni con enti e istituzioni culturali

Tra i presenti figuravano anche rappresentanti della Biennale di Venezia, a indicare come la dimensione culturale sia un capitolo importante nelle priorità cittadine. Il confronto tra istituzioni culturali e amministrazione locale sarà probabilmente centrale nei prossimi mesi, con l’obiettivo di armonizzare eventi, turismo e tutela del patrimonio.

In chiusura, la cerimonia a Ca’ Farsetti ha avuto il valore simbolico di un passaggio ordinato e trasparente. Il 29 maggio 2026 resta la data in cui la città ha visto formalizzare la transizione tra due leader, con promesse di continuità, un primo confronto operativo e la chiara intenzione di porre la salvaguardia delle finanze e l’attenzione alle periferie al centro dell’agenda amministrativa.

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