La vicenda che ha portato i pescherecci a minacciare lo sciopero si è temporaneamente sciolta grazie a una serie di impegni ottenuti a Roma, seppure non senza riserve. I rappresentanti della categoria hanno deciso di tornare in mare da lunedì, mantenendo però lo stato di agitazione fino a verifiche concrete sulle erogazioni promesse. La riunione conclusiva, tenuta nella mattinata di giovedì presso il mercato itticoha visto la partecipazione dei protagonisti della pesca e dei delegati istituzionali che hanno fornito dettagli su date e procedure operative.
Impegno sul credito d’imposta e piattaforma per le domande
Tra gli elementi più concreti annunciati c’è l’apertura, indicata dal Masafdi una piattaforma online a partire dal 20 giugno per l’invio delle domande relative alle fatture per l’acquisto del gasolio del trimestre marzo-maggio. La misura recepisce la richiesta della categoria di un credito d’imposta di tre mesi sul costo del carburante, una misura che dovrebbe alleggerire la pressione sui bilanci degli armatori. Durante gli incontri romani è emerso che il Ministero è al lavoro per valutare un’eventuale estensione del beneficio fino a fine anno: «Speravamo che il credito d’imposta», ha commentato l’armatore Elio Dall’Acquaesprimendo la posizione della categoria.
Tempi e ostacoli burocratici
Nonostante le aperture, la questione delle tempistiche di erogazione resta il nodo principale. I pescatori hanno sottolineato che la burocrazia rallenta i flussi e che, pur avendo ottenuto impegni formali, i fondi potrebbero arrivare solo in modo non immediato. «E’ andata bene», ha detto Elio Dall’Acqua al termine della riunione, aggiungendo però «ma non benissimo»: una sintesi che racchiude soddisfazione per le garanzie ottenute e preoccupazione per i tempi.
Bandi Feampa, risorse e ripartizione regionale
Un altro capitolo importante riguarda le risorse comunitarie e nazionali gestite tramite il Feampa. È stato annunciato che entro luglio verranno lanciati i bandi che consentiranno l’erogazione dei contributi analoghi a quelli previsti per l’azione denominata Ucraina 5.68. Sono disponibili 70 milioni che saranno distribuiti attraverso bandi gestiti direttamente dalle Regioni. L’importo, definito dagli armatori utile ma limitato, è stato commentato con realismo: «Non sono moltissimi soldi», ha osservato Elio Dall’Acquatuttavia riconoscendo che si tratta di «una boccata d’ossigeno per la categoria».
Meccanismi di distribuzione
Il meccanismo previsto prevede che le Regioni pubblichino i bandi per l’accesso ai contributi, sulla base delle risorse stanziate. L’intervento è collegato alle misure straordinarie pensate per sostenere settori in difficoltà e mira a sostenere costi operativi e investimenti legati alla filiera ittica. L’entità dei 70 milioni e il passaggio tramite bandi regionali pongono però l’accento sulla necessità di procedure snelle per evitare ritardi nella concessione delle somme.
Fondo per il fermo pesca e demolizioni
Il risultato giudicato più rilevante dalla delegazione dei pescatori riguarda la conferma dell’erogazione dei fondi destinati al fermo pesca. Il Ministero ha garantito che entro il fine dell’anno verranno distribuiti i compensi relativi al fermo biologico per il 2026 e per il 2026. Si tratta di una voce ritenuta cruciale per la sostenibilità economica degli armatori che hanno sospeso l’attività per rispettare i periodi di fermo obbligatorio.
Demolizioni e liquidazioni
Infine, è stato comunicato che nei prossimi giorni saranno rese note le ultime due graduatorie per le demolizioni dei pescherecci e che si avvieranno le procedure di liquidazione. L’iter dovrebbe consentire lo smaltimento e il ricambio della flotta in condizioni di sicurezza, alleggerendo i costi di manutenzione per le imprese più fragili. Anche su questo fronte i rappresentanti hanno espresso cautela, chiedendo che le tempistiche siano rispettate per tradurre gli impegni in risorse effettive.
Nel complesso, la trattativa romana ha fornito risposte operative su più fronti: dalla piattaforma per le domande del carburante al piano di bandi regionali per i 70 milioni del Feampa, fino alle conferme sui fondi per il fermo pesca 2026 e 2026. Rimane però aperta la questione dei tempi di erogazione e della semplificazione burocratica, elementi che determineranno se le promesse si tradurranno rapidamente in sostegno concreto per la categoria.


