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Portone rinascimentale restaurato a Saluzzo dopo l’imbrattamento

Il portone in noce di Casa Cavassa, imbrattato nell’estate 2025, è stato restaurato e ha ora un programma di controlli ogni sei mesi per cinque anni.

Portone rinascimentale restaurato a Saluzzo dopo l’imbrattamento

Il prezioso portone in noce che segna l’ingresso del Museo civico di Saluzzo è stato riportato all’aspetto originale dopo un intervento di restauro resosi necessario a seguito di un atto vandalico. Nella notte tra il 17 e il 18 luglio 2025 il manufatto era stato imbrattato con strisce di vernice gialla: il responsabile fu identificato e denunciato, e il Comune intervenne subito con una prima pulitura conservativa per limitare i danni al legno.

L’intervento definitivo è stato svolto da un restauratore specializzato su mandato della Soprintendenza, con l’obiettivo di restituire al pubblico l’elemento storico nel suo contesto originario. Alla riapertura, il portone è tornato al suo posto all’ingresso del Museo civico, con tutte le decorazioni e lo stemma di famiglia ripristinati alla vista dei visitatori.

Dettagli tecnici del restauro e valore storico dell’opera

Il portone è composto da 36 pannelli in noce intagliato, arricchiti da motivi a candelabra, figure geometriche, animali ed elementi vegetali; nell’ultimo registro compaiono lo stemma e il motto della famiglia Cavassa. Datato tra il 1515 e il 1528 e attribuito a Matteo Sanmicheli, scultore di origine lombarda presente a Saluzzo nel 1523, il manufatto è considerato l’unico portone rinascimentale del Piemonte conservato nella sua sede originale e rappresenta un raro esempio di continuità di luogo e funzione nel patrimonio regionale.

Operazioni condotte e costi

Il restauro, eseguito dal restauratore torinese Gherardo Franchino in collaborazione con la Soprintendenza, ha seguito fasi distinte: una prima pulitura per rimuovere la vernice fresca e impedire fenomeni di degrado accelerato, seguita da operazioni più approfondite di consolidamento, reintegrazione cromatica e protezione del legno. Il costo complessivo dell’intervento è stato di 13.600 euro, sostenuti dall’amministrazione comunale per preservare un bene di valore storico e turistico per la città.

Programma di sorveglianza e manutenzione quinquennale

Per garantire la conservazione nel tempo, il Comune ha avviato un piano di manutenzione quinquennale. Il restauratore incaricato effettuerà controlli e interventi conservativi ogni sei mesi: ispezioni periodiche, verifiche sull’efficacia dei trattamenti protettivi e interventi di ripristino preventivo dove necessario. Questo approccio sistematico mira a evitare il ripetersi di danni che richiederebbero operazioni più invasive e costose in futuro.

La pianificazione semestrale rappresenta anche un’opportunità per monitorare l’interazione tra il manufatto ligneo e l’ambiente esterno, valutando umidità, escursioni termiche e l’effetto dell’inquinamento atmosferico sul legno e sulle finiture decorative. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è preservare la fruibilità del portone come elemento identitario del museo e della città.

Vandali minorenni e danni a infrastrutture pubbliche in provincia

A poche decine di chilometri da Saluzzo, un altro episodio di vandalismo ha coinvolto l’illuminazione pubblica a Scandolara Ripa d’Oglio, dove la distruzione di un lampione ha lasciato al buio una porzione della rete e ha causato danni anche ad alcune abitazioni private. Sul caso sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Cremona, che hanno identificato due minori come autori dell’atto: il sindaco ha annunciato che formalizzerà la denuncia e chiederà il risarcimento integrale dei danni.

Il sindaco ha sottolineato che il danno ai beni pubblici ricade sull’intera comunità poiché sottrae risorse che potrebbero essere impiegate per servizi collettivi. Ha inoltre messo in guardia contro la diffusione sui social di comportamenti che esaltano atti irrispettosi, ricordando che la giovane età non esime dalle responsabilità e che ogni azione ha conseguenze legali e civiche.

Questi episodi, seppure diversi per gravità e natura, mettono in evidenza la necessità di misure sia preventive che repressive: dalla sorveglianza puntuale dei beni culturali alla responsabilizzazione dei minori e delle loro famiglie quando si tratta di danni a patrimonio pubblico e privato. Le indagini e le azioni amministrative a seguito di entrambi i casi mirano a ristabilire il decoro e la tutela delle opere e delle infrastrutture interessate.

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