Il Premio Castello di Sanguinetto ha chiuso la sua 76ª edizione nella serata di 18 ottobre riunendo più di cento e sessanta giovani lettori in un teatro gremito nel cuore del Veronese. L’evento, intitolato al giornalista Giulio Nascimbeni, si è svolto al teatro Zinetti dove gli stessi studenti hanno condotto le cerimonie, letto estratti e intervistato gli autori. La manifestazione ha confermato il ruolo centrale della lettura nella vita dei ragazzi, trasformando una semplice premiazione in un vero e proprio incontro culturale.
Premio Castello 2026: vincitori scelti dagli adolescenti
La giuria, composta da 165 studenti di undici scuole tra Verona e la provincia veneta, ha deliberato in due categorie: il Premio Castello destinato agli 11-14 anni, e la Targa Giovani Lettori per gli studenti più grandi. Il risultato? Il Pier Vittorio Mannucci si aggiudica il premio principale con “I misteriosi cinque” edito da Mondadori, mentre il Fabrizio Silei porta a casa la targa per “Senzacuore” pubblicato da San Paolo.
Il trionfo di Mannucci con “I misteriosi cinque”
Il romanzo di Mannucci accompagna la giovane Anna in una pericolosa avventura dove i personaggi di una serie TV creata dal nonno sembrano prendere vita. Il racconto mescola messaggi cifrati, enigmi e un misterioso manufatto di Leonardo da Vinci ponendo i lettori davanti al confine sottile tra realtà e immaginazione. Durante la serata, l’autore ha spiegato che il libro nasce dal desiderio di “raccontare quale sia il confine fra realtà e immaginazione” e di aiutare la protagonista a elaborare la perdita del nonno.
Silei conquista la Targa Giovani Lettori con “Senzacuore”
“Senzacuore” narra la storia di Damiano un adolescente segnato dalla morte della madre e condannato a sei mesi di lavori socialmente utili in una comunità per persone con disabilità. L’esperienza lo costringe a confrontarsi con la propria indifferenza, a interrogarsi sulle scelte future e a riscoprire la capacità di provare empatia. Silei ha sottolineato che “i libri esistono nel momento in cui vengono letti e ognuno di noi ci trova quello di cui ha bisogno in quel frangente”.
Il percorso formativo che ha portato all’evento
Il risultato finale è il frutto di mesi di attività scolastiche: le letture sono iniziate durante le vacanze estive, poi sono proseguite in classe con dibattiti, analisi e votazioni. Undici istituti, tra scuole medie e superiori, hanno partecipato attivamente, includendo anche un istituto di Montagnana. Gli studenti hanno valutato le opere proposte da una commissione tecnica, hanno intervistato gli autori e, infine, hanno espresso il loro giudizio, trasformando il concorso in un progetto pedagogico completo.
Radici storiche e organizzazione del premio
Il Premio Castello nasce nel 1951 grazie all’iniziativa del professor Giulio Accordi, sindaco visionario dell’epoca della ricostruzione. Originariamente intitolato al giornalista Giulio Nascimbeni, il premio ha mantenuto la missione di promuovere la cultura tra le nuove generazioni. L’organizzazione è affidata all’assessorato alla Cultura e Istruzione del Comune di Sanguinetto guidato da Lisa Baldi con il supporto della presidente della giuria, Maria Fiorenza Coppari e dei coordinatori Elena Trevenzoli e Mariachiara Pavan. Il sindaco Daniele Fraccaroli ha ricordato che “il Premio Castello appartiene alla storia di Sanguinetto”, ribadendo l’impegno dell’amministrazione a preservare e valorizzare questa tradizione.



