Nel Veneziano, due episodi distinti offrono altrettante letture della storia e del presente: da una parte i ritrovamenti archeologici ad Altino che rimodellano la ricostruzione delle origini della Laguna; dall’altra un match di serie A in cui il Venezia ritrova fiducia grazie a una prestazione collettiva e a interventi prodigiosi del suo portiere.
Pur diversi per natura, entrambi i fatti parlano di trasformazioni: una lenta migrazione di insediamenti e potere nella tarda antichità e, in chiave sportiva, il ritorno di una squadra che cambia passo con un nuovo allenatore. Le evidenze sul campo e quelle nello scavo contribuiscono a riscrivere narrazioni consolidate.
Altino: la chiesa episcopale e il presunto palazzo del vescovo
La campagna di scavo condotta dall’Università locale ha portato alla luce i resti di una chiesa episcopale datata tra la fine del IV e la prima metà del V secolo e un edificio adiacente che potrebbe corrispondere al palazzo del vescovo. La chiesa emerge come un’aula rettangolare di circa 30×20 metri, priva di abside e orientata verso est, collocandosi così nel quadro delle strutture paleocristiane che caratterizzano la fase tardoantica della regione.
Caratteristiche architettoniche e materiali
Accanto all’aula sacra si trova un grande corpo porticato con una pianta articolata in sette ambienti che suggerisce funzione residenziale e amministrativa. Le fondazioni, realizzate in buona parte con basoli stradali romani, indicano il riuso di materiali urbani per edifici di rappresentanza, segnale del ruolo pubblico esercitato dal vescovo. Tra i reperti emergono elementi di culto, compreso un piccolo contenitore decorato con una croce, che confermano la natura cristiana del complesso.
Fasi di utilizzo, smontaggio e collegamento alla Laguna
Le indagini hanno evidenziato interventi successivi: tra VI e VII secolo davanti alla facciata si sono aggiunti un portico e un’area funeraria caratterizzata da tombe a cassetta in laterizio, molte delle quali sono state spogliate per il riuso dei materiali. Il complesso, progressivamente smantellato entro la prima metà del VII secolo, fu verosimilmente usato come cava di materiali, contribuendo al trasferimento del baricentro demografico verso le insule lagunari come Torcello e, in senso più ampio, verso la nascente Venezia.
Questi dati corroborano un modello di trasformazione graduale piuttosto che una fuga improvvisa: la mobilità delle comunità e lo spostamento delle sedi episcopali sarebbero frutto di scelte pianificate, influenzate da fattori demografici e ambientali. Sono previste analisi antropologiche e datazioni al radiocarbonio per chiarire numeri, fasi e tempistiche delle deposizioni.
Venezia–Napoli: Adams segna, Stankovic para e Nicola esulta
Sul fronte sportivo, il match tra Venezia e Napoli ha consegnato la prima vittoria stagionale alla squadra lagunare e un pomeriggio complicato per gli ospiti. Decisivo è stato il gol in avvio di ripresa di Adams frutto di un errore difensivo che ha coinvolto la retroguardia avversaria, e l’esibizione monumentale del portiere veneziano che ha annullato anche un calcio di rigore calciato da una delle stelle avversarie.
La dinamica della partita e i cambi
La partita è cambiata nella ripresa: dopo un primo tempo povero di occasioni, il Venezia ha sfruttato un momento di disattenzione difensiva per passare in vantaggio. Il Napoli ha cercato la reazione con forze fresche dalla panchina, ma ha trovato un avversario estremamente organizzato e un portiere in stato di grazia: tra le parate decisive, quella su un penalty e interventi su tiri ravvicinati che hanno impedito il ritorno degli ospiti.
La vittoria permette al Venezia di guardare con fiducia al prosieguo del campionato, mentre il Napoli si trova a dover interrogare scelte tecniche e rinforzi, in una situazione di difficoltà che già si riflette nei risultati. L’impatto dell’allenatore veneziano si è fatto sentire: l’effetto del cambio di guida tecnica è stato paragonabile a una scossa elettrica per la squadra.



