Il Comune di San Michele al Tagliamento ha annunciato la ripresa delle pratiche amministrative per valutare un eventuale passaggio dalla Regione Veneto al Friuli-Venezia Giulia. Una decisione che, se confermata, lo renderebbe il primo comune veneto a compiere questo passo storico, riattivando un dibattito che trovi radici profonde nella vita locale.
La spinta proviene dalla Consulta Comunale per la Friulanità, la cui lettera, firmata dal presidente Luigino Margheritta, è destinata a comparire nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. Il documento richiama l’attenzione su problemi gestionali, economici e identitari che, secondo gli amministratori, non possono più essere risolti con gli aiuti sporadici della Regione Veneto.
La lettera della Consulta Comunale per la Friulanità
Nel testo indirizzato al sindaco Flavio Maurutto, al presidente del Consiglio e ai consiglieri, la Consulta sottolinea come gli undici comuni del distretto non riescano a colmare il divario con il vicino Friuli, nonostante i contributi “spot” ricevuti dal Veneto. Viene evidenziata la differenza di statuto speciale che garantisce al Friuli agevolazioni fiscali, finanziamenti più rapidi e servizi più efficienti sia per le amministrazioni sia per i cittadini.
Richiesta di avviare l’iter legale
Il contenuto della missiva non si limita a constatare le carenze: esso invita a “prendere il toro per le corna” e a lanciare l’iter legale per ricongiungere il territorio al Friuli storico. La proposta è accompagnata da una serie di argomentazioni che spaziano dalla gestione idrica alle opportunità occupazionali, con l’obiettivo di superare i semplici palliativi finora adottati.
Contesto storico, economico e sociale
Nel 2004 la popolazione di San Michele al Tagliamento ha votato a larga maggioranza a favore del passaggio al Friuli-Venezia Giulia, ma il risultato non è stato sufficiente a superare il quorum richiesto. Da allora, il territorio ha continuato a condividere legami culturali e linguistici con il Friuli: la lingua friulana è ancora parlata nella variante del basso Tagliamento, e la zona è stata a lungo parte della Diocesi di Concordia e della “Terra della Tisana”.
Il valore strategico di Bibione
Un elemento di spicco è la presenza di Bibione, località balneare che si colloca tra le mete più frequentate d’Italia per turismo estivo. L’annessione al Friuli-Venezia Giulia significherebbe per la regione acquisire un “motore economico d’eccellenza”, con impatti positivi sui flussi turistici e sulle entrate fiscali. Questo aspetto rende la proposta particolarmente appetibile per le autorità friulane.
Il dibattito riguarda anche il mercato del lavoro: artigiani e commercianti locali avvertono condizioni meno favorevoli rispetto ai colleghi friulani, mentre gli enti pubblici subiscono una carenza di personale, poiché molti dipendenti varcano il confine regionale in cerca di stipendi più alti. Inoltre, San Michele è l’unico comune veneto esposto alle piene del fiume Tagliamento senza essere inserito nelle opere di mitigazione congiunte, un problema che la consulta ritiene risolto più agevolmente dalla gestione friulana.



