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Seggi di Mestre, identificato un uomo per presunta propaganda bengalese

Affluenza in calo, interventi della polizia e problemi organizzativi ai seggi di Mestre

HERO · Venezia

La tornata elettorale a Mestre si è svolta sotto un cielo di primo sole estivo ma con un affluenza contenuta: alle 23 i dati registrati si sono attestati al 41,78%, in calo rispetto al 46,10% delle precedenti amministrative. Nonostante il flusso degli elettori non sia stato interrotto, intorno ad alcune sedi di voto si sono accumulate segnalazioni che hanno richiesto verifiche da parte delle forze dell’ordine e momenti di tensione tra i presenti.

Affluenza e distribuzione del voto

La partecipazione è apparsa irregolare a seconda delle scuole: in alcuni plessi come la Milani della Gazzera il pomeriggio ha mostrato percentuali comprese tra il 18 e il 25 per cento, mentre alla Battisti il flusso è stato più costante, con sezioni arrivate oltre il 12-14%. I delegati hanno notato come la bella giornata abbia spinto molti verso attività all’aperto, determinando una presenza prevalente di elettori più anziani e una partecipazione giovanile dilazionata nelle ultime ore o nella giornata successiva.

Gli episodi segnalati

Presunta propaganda bengalese

Il caso più delicato è emerso a Marghera, dove il candidato comunale di Forza Italia Salvatore Abbenante insieme al presidente della municipalità Teodoro Marolo ha denunciato la presenza di un gruppo di cittadini bengalesi che, secondo la segnalazione, avrebbe indicato ai connazionali dove recarsi a votare. Al centro delle accuse un uomo posizionato davanti all’istituto Visintini, accusato di distribuire indicazioni a favore del candidato Andrea Martella e di aver pubblicato sui social un fac-simile della scheda con istruzioni di voto. Sul posto la polizia ha proceduto all’identificazione dell’uomo, che è esposto a una possibile sanzione amministrativa.

Il caso della matita

In Corso del Popolo un altro episodio ha attirato l’attenzione: una votante si è presentata con una gomma e ha tentato di cancellare un segno tracciato con la matita copiativa sulla scheda, riuscendo apparentemente a rimuoverlo. Il candidato sindaco Luigi Corò è intervenuto segnalando la situazione e la donna ha chiesto che l’accaduto fosse verbalizzato; la polizia ha acquisito la denuncia. Il caso ha suscitato preoccupazione perché tocca la sicurezza degli strumenti di voto, sebbene non abbia compromesso il regolare svolgimento delle operazioni.

Organizzazione dei seggi e chiarimenti

Carenze di personale

Alla scuola Tintoretto di Carpenedo la criticità principale è stata di tipo organizzativo: mancavano scrutatori e persino il segretario, costringendo i delegati a cercare supporto tra parenti e conoscenti. La delegata ha attribuito la difficoltà alla scarsa disponibilità legata ai compensi considerati insufficienti e alla tentazione di trascorrere la domenica all’aperto piuttosto che in un seggio. Inoltre, molte persone si sono presentate ancora confuse sui nomi e sulle liste a disposizione, una situazione che richiede maggiore informazione preventiva agli elettori.

Equivoci risolti e contesto politico

Un piccolo equivoco al Guggenheim di Carpenedo ha inizialmente ingenerato sospetti: una donna che raccoglieva dati all’esterno del seggio è stata scambiata per una promotrice, ma si è poi scoperto che era una collaboratrice della Rai incaricata degli exit poll, attività oggi regolate e autorizzate. La giornata ha visto anche la mobilitazione dei principali candidati: il candidato di centrosinistra Andrea Martella ha votato alla Cesare Battisti, mentre il centrodestra con Simone Venturini si è recato a Ca’ Farsetti; hanno votato inoltre esponenti come Michele Boldrin, Giovanni Andrea Martini, Claudio Vernier e Pierangelo Del Zotto. Le operazioni si sono concluse alle 23 per riprendere il giorno successivo fino alle 15, con lo spoglio delle schede previsto a seguire.

Dal punto di vista regolamentare è importante ricordare che è consentito il voto disgiunto: l’elettore può scegliere un candidato sindaco e contemporaneamente votare una lista collegata a un altro candidato, garantendo così flessibilità e maggiore rappresentatività per forze minori. Nel complesso, nonostante gli episodi e le verifiche, le procedure di voto hanno proseguito regolarmente e le forze dell’ordine hanno gestito le segnalazioni senza interrompere la partecipazione degli elettori.

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