Due assemblee regionali hanno scelto di schierarsi in modo compatto a difesa dei posti di lavoro minacciati dal piano aziendale di Electrolux. Il Consiglio regionale del Venetoriunito a Venezia il 9 giugno 2026, e il Consiglio regionale delle Marche hanno votato all’unanimità mozioni che sollecitano il ritiro del piano industriale e la sospensione delle procedure di riduzione del personale.
Lo scenario politico e sindacale si concentra ora su un appuntamento cruciale: il 15 giugno è fissato un incontro al Mimit con il ministro Adolfo Ursoi rappresentanti dell’azienda, i sindacati e le regioni coinvolte. Le mozioni approvate mirano a rafforzare la posizione delle istituzioni territoriali nei confronti dell’azienda e a chiedere impegni concreti per tutelare l’occupazione.
Mozione del Veneto e intervento dell’assessore Bitonci
In Aula a Venezia è stata approvata una mozione a prima firma del consigliere Paolo Galeano (Pd) intitolata “Per la salvaguardia occupazionale e produttiva dello stabilimento Electrolux di Susegana“. Il testo sollecita, tra l’altro, la convocazione di un tavolo istituzionale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e la richiesta all’azienda di sospendere le procedure di riduzione del personale.
L’assessore allo Sviluppo economico del Veneto, Massimo Bitonciha dichiarato: “Sono moderatamente fiducioso che il giorno 15 arriverà una proposta”ricordando che il ministero sta lavorando per reperire risorse destinate a strumenti che consentano all’azienda di presentare un nuovo piano industriale. Bitonci ha inoltre sottolineato l’urgenza di un percorso di confronto che richiederà tempo e ammortizzatori sociali estesi, e ha annunciato la propria intenzione di partecipare al tavolo con una posizione unitaria della Regione.
Richieste contenute nella mozione veneta
Il documento presentato in Assemblea include richieste precise: la convocazione di un tavolo nazionale con sindacati, rappresentanti aziendali e enti locali; la sospensione di ogni procedura di riduzione del personale; l’avvio di un confronto per individuare alternative ai licenziamenti; il sostegno a misure per la continuità produttiva e la tutela dell’indotto. In Aula diversi interventi hanno ribadito la necessità di un approccio non divisivo, definendo la mozione come un segnale di solidarietà concreto ai lavoratori.
Assemblea delle Marche e gli operai presenti in Aula
All’inizio della seduta del Consiglio regionale delle Marche è stata approvata, sempre all’unanimità, una mozione di sostegno alle iniziative sindacali e istituzionali contro il piano che prevede 1.700 esuberi a livello nazionale e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi (Ancona). Circa 50 lavoratori di Electrolux erano presenti in Aula per assistere al voto e testimoniare la gravità della situazione per le loro comunità.
Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroliè indicato come parte attiva nella fase di interlocuzione istituzionale: parteciperà all’incontro del 15 giugno al Mimit insieme ai rappresentanti aziendali e sindacali per cercare margini di trattativa e confronto che evitino il ricorso massiccio ai licenziamenti.
Prospettive e dinamiche del confronto
Le mozioni approvate nelle due regioni convergono su alcuni punti fondamentali: chiedere la sospensione delle procedure, sollecitare la presentazione di un nuovo piano industriale e verificare la possibilità di utilizzare strumenti di politica industriale per sostenere l’occupazione. L’obiettivo dichiarato è offrire ai lavoratori il tempo necessario per un confronto serio, nel quale possano emergere soluzioni alternative ai licenziamenti.
L’unità istituzionale espressa dai voti unanimi nelle Aule regionali ha un duplice significato: da un lato rappresenta un’autorità politica rivolta all’azienda, dall’altro fornisce ai sindacati e alle comunità locali un argomento in più per sollecitare misure concrete. In quest’ottica, le prossime settimane, e in particolare l’incontro del 15 giugno, saranno determinanti per comprendere se arriveranno proposte che possano modificare il percorso annunciato dall’azienda.
In chiusura, i protagonisti istituzionali hanno ribadito la propria volontà di mantenere alta l’attenzione sul caso e di sostenere iniziative che tutelino l’occupazione e la continuità produttiva, sollecitando un dialogo serrato tra Governo, territori, sindacati e azienda.


