In una tranquilla località del Veneziano, San Stino di Livenzasi è consumato un dramma familiare che ha lasciato la comunità sotto shock. Un ragazzo di soli 17 anni ha confessato di aver ucciso la zia, Chiara Guerradi 53 anni, e di aver gettato il suo corpo nel fiume Livenza. La confessione è avvenuta durante un interrogatorio notturno condotto dal magistrato Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone.
La confessione e le prime indagini
Il giovane, che compirà 18 anni tra pochi mesi, è stato messo alle strette dagli inquirenti, tra cui i Carabinieri della Compagnia di Portogruaro e il magistrato Barbaro. Dopo ore di interrogatorio, il ragazzo ha ammesso le proprie responsabilità. Il fascicolo del caso è stato poi trasmesso alla Procura dei minori di Triestecompetente per l’età dell’indagato.
Le prime ricostruzioni indicano che il delitto sarebbe avvenuto giovedì scorso, in un contesto di gravi dissidi familiari. Secondo le indagini, il movente potrebbe essere legato a una disputa per una presunta eredità che vedeva contrapposti la vittima e suo fratello, padre del ragazzo. Tuttavia, le verifiche sono ancora in corso.
Il delitto e la scomparsa del cadavere
Il giovane avrebbe utilizzato un coltello per uccidere la zia e poi si sarebbe sbarazzato del cadavere gettandolo nel canale Malgherun corso d’acqua che scorre nei pressi dell’abitazione. In particolare, il corpo sarebbe stato trasportato nella zona tra via Canaletta e via Verdivicino a una chiusa del corso d’acqua.
Le ricerche del corpo, iniziate ieri sera e sospese temporaneamente durante la notte, sono riprese all’alba. Sul posto sono operativi i vigili del fuoco locali, supportati dai sommozzatori del reparto specializzato di Venezia. Presenti anche il medico legale Antonello Cirnelli e gli specialisti dell’Arma per i rilievi scientifici.
Le indagini in corso
Gli investigatori del Comando provinciale di Venezia stanno sentendo altri membri della famiglia per ricostruire i rapporti tra il ragazzo e la zia, le eventuali tensioni precedenti e ciò che può aver innescato l’aggressione. Il passaggio degli atti alla magistratura minorile apre ora una fase delicata, in cui saranno valutate la posizione del diciassettenne, la dinamica dell’omicidio e l’eventuale premeditazione.
Fondamentali saranno gli esiti dell’autopsia, le verifiche sull’arma usata e gli accertamenti tecnici nell’abitazione e lungo il tratto del Livenza dove il corpo sarebbe stato gettato. La comunità di San Stino di Livenza attende risposte dagli accertamenti giudiziari, mentre il caso continua a suscitare sgomento e incredulità.


