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Grillo denuncia la Giunta Todde: San Francesco e consulenze costose

Beppe Grillo riprende la Giunta di Alessandra Todde, denunciando le consulenze milionarie che tradiscono i valori di San Francesco su cui si fondò il M5S.

Grillo denuncia la Giunta Todde: San Francesco e consulenze costose

Il 4 ottobre, giorno di San Francesco, Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog una lunga riflessione critica nei confronti della Giunta regionale guidata da Alessandra Todde. L’ex leader del Movimento 5 Stelle ricorda che il partito nacque nel 2009 ispirandosi al principio di servizio associato al santo patrono d’Italia, con l’obiettivo di combattere privilegi e l’arricchimento personale. Oggi, secondo Grillo, la Giunta Todde starebbe facendo esattamente il contrario, sfruttando le stesse norme che il movimento aveva promesso di abolire.

Il richiamo a San Francesco e la legge “poltronificio”

Il M5S aveva sempre sostenuto l’abolizione della cosiddetta “legge poltronificio”, una normativa approvata nella primavera del 2021 dalla precedente giunta di centrodestra, guidata da Christian Solinas. La legge consentiva l’assegnazione di contratti di consulenza a soggetti esterni con tariffe elevate, senza un reale controllo di trasparenza. Il movimento aveva dichiarato che, una volta al potere, il primo passo sarebbe stato la sua cancellazione, ritenendola incompatibile con il messaggio di San Francesco contro l’accumulo di ricchezza.

Perché la norma è stata criticata

Critiche provengono dal fatto che la legge, pur essendo legittima, apriva la porta a quello che molti hanno definito un vero e proprio poltronificio. I contratti venivano attribuiti a persone vicine ai gruppi di potere, con compensi che spesso superavano i 500 mila euro, alimentando sospetti di favoritismi e di un nuovo modello di arricchimento personale mascherato da servizio pubblico.

Le consulenze d’oro assegnate dalla Giunta Todde

Nel suo articolo, Grillo elenca una serie di incarichi considerati da lui “d’oro”, con importi che raggiungono le sei cifre. Il primo caso citato è quello di Jacopo Gasparetti portavoce della presidente regionale, il cui contratto, valido dal 30 aprile 2024 al 25 febbraio 2029, prevede un compenso lordo di 592.591,41 euro. Altri nominati sono Mariassunta MatriscianoLuca Caschili e Cinzia Pilo tutti beneficiari di consulenze il cui valore supera i cinquecento migliaia di euro.

Esempio di contratto: il caso Gasparetti

Il provvedimento relativo a Gasparetti è stato pubblicato sul sito istituzionale della Regione Sardegna, dove è possibile consultare l’intero elenco dei contratti in totale trasparenza. Il compenso, netto di tasse, rappresenta una cifra notevole per un ruolo di semplici relazioni pubbliche, sollevando interrogativi sulla coerenza tra la promessa di servizio disinteressato e la realtà dei pagamenti effettuati.

Le accuse di Grillo e le reazioni in Sardegna

Grillo conclude il suo post sostenendo che, pur essendo tutti gli importi formalmente leciti, la loro entità e la modalità di assegnazione vanno contro i valori su cui il M5S era stato fondato. Secondo il blog, la mancanza di una vera azione per abolire la legge, anzi il suo utilizzo da parte di chi l’avrebbe dovuta rimuovere, è un tradimento di San Francesco. La denuncia ha suscitato dibattiti sui social e tra gli esponenti regionali, con alcuni che difendono la legittimità dei contratti e altri che chiedono una revisione più severa dei criteri di assegnazione.

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