10 Ottobre 2026 ☁ 19°

Arrestato a Vicenza l’ex capo dei Casalesi di Eraclea, Luciando Donadio

Il latitante boss dei Casalesi, Luciano Donadio, è stato intercettato a Vicenza e consegnato alla questura, chiudendo dieci anni di inchiesta.

Arrestato a Vicenza l’ex capo dei Casalesi di Eraclea, Luciando Donadio

Il nome Luciano Donadio era tornato sotto i riflettori dopo una lunga fase di irreperibilità che durava da settimane. Condannato in via definitiva a 30 anni per reati legati alla criminalità organizzata, il 60enne si era reso nuovamente invisibile pochi giorni prima del verdetto, suscitando timori e interrogativi nella popolazione di Eraclea e delle autorità venete.

Sabato 10 ottobre, nel pomeriggio, la polizia di Stato di Vicenza ha interrotto il suo gioco, intercettandolo lungo una strada urbana e condotto direttamente negli uffici della Questura locale. L’operazione ha chiuso il silenzio che avvolgeva il boss, proprio quando sembrava intenzionato a compiere un gesto simbolico.

Cattura a Vicenza: il momento decisivo

Gli agenti, allora impegnati in controlli di routine, hanno riconosciuto Donadio mentre si avvicinava al perimetro del carcere berico. Secondo le ricostruzioni, il latitante avrebbe voluto costituirsi direttamente alle porte del penitenziario, forse per accelerare l’inizio della sua pena. Tuttavia, la riconoscibilità dovuta alle indagini precedenti ha permesso agli ufficiali di fermarlo lungo la strada e di accompagnarlo senza incidenti alla sede della questura.

Un piano di resa improvvisato

L’intenzione di recarsi al “cancello del carcere” è emersa da testimonianze degli agenti, che hanno dettagliato come Donadio abbia iniziato a camminare verso la struttura penitenziaria prima di essere intercettato. L’azione, seppur sorprendente, ha dimostrato la prontezza della polizia di Stato nel bloccare ogni possibile tentativo di fuga o autoconsegna non programmata.

Movimenti a Eraclea prima dell’arresto

Fino a domenica scorsa, Donadio era stato avvistato nella zona più centrale del suo paese d’origine, precisamente in Piazza Garibaldi a pochi passi dal Municipio. Nonostante fosse sotto una stretta surveglianza si era spostato con apparente serenità a bordo della sua Fiat 500X facendo credere agli osservatori una vita quasi ordinaria, “alla luce del sole”.

Sorveglianza e vita quotidiana

Le autorità hanno sottolineato come la presenza del boss in pieno centro, senza alcun tentativo di nascondersi, fosse in netto contrasto con la prassi tipica dei latitanti. Tuttavia, l’osservazione costante ha permesso di ricostruire i suoi spostamenti, dimostrando che la sua apparente normalità era solo una copertura temporanea, ormai infranta dall’intervento della polizia.

Reazioni delle autorità e della politica locale

La sindaca di Eraclea, Zanchin ha espresso una forte frustrazione, dichiarando: “Troppi 10 anni di inchiesta, così il clan ha potuto radicarsi”. Le parole della dirigente comunale evidenziano la percezione di una prolungata inattività investigativa che, a suo avviso, ha favorito l’insediamento del clan nella zona.

Con la cattura di Donadio, le forze dell’ordine sperano di dare un segnale chiaro alle strutture criminali ancora attive, dimostrando che nessun individuo, per quanto possa apparire “normale”, riesce a sfuggire indefinitamente alla giustizia. La vicenda rimane un monito per le autorità, chiamate a rafforzare le operazioni investigative e a garantire che le inchieste non si perdano in lunghi iter, evitando così la cementificazione del potere criminale.

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