Il 16 ottobre una donna di 65 anni, residente a Mirano (Venezia), era uscita dal proprio rifugio di villeggiatura a Madonna del Buso, sull’Altopiano di Asiago, intorno alle 17.30 per una camminata informale. Dopo poche ore la famiglia, preoccupata per il mancato rientro, ha attivato le autorità locali. L’allarme è stato lanciato verso le 20:00, segnando l’inizio di una ricerca che si sarebbe protratta per tutta la notte.
Immediatamente sono intervenuti i soccorritori del Soccorso Alpino dei Sette Comuni i vigili del fuoco e i carabinieri forestali. Queste unità hanno scandagliato i sentieri e i prati circostanti, sfruttando cani da ricerca e la conoscenza del territorio montano. Il clima era freddo e il terreno scivoloso, fattori che hanno reso le operazioni particolarmente difficili.
Rafforzamento dei mezzi di soccorso all’alba
All’alba del 17 ottobre le forze di ricerca sono state potenziate: una cinquantina di soccorritori provenienti dalla XI Delegazione Prealpi Venete ha raggiunto il sito, affiancata da otto unità cinofile del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Selva (CNSAS) e da droni della II Delegazione Dolomiti Bellunesi. Il Centro mobile di coordinamento ha gestito le comunicazioni, mentre il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza ha messo a disposizione due ulteriori cani da ricerca.
Parallelamente è stato attivato l’elicottero della Polizia per eventuali ricognizioni aeree, un supporto che ha aumentato la visibilità dell’area di ricerca e consentito di avere una visione d’insieme delle zone più densi di bosco e di roccia.
Scoperta del corpo e ricostruzione dell’incidente
Verso le 9:15 del sabato 17 ottobre una squadra con unità cinofila ha individuato la salma a circa tre chilometri dalla abitazione, lungo un sentiero di sterrato che attraversa un prato. Le prime ricostruzioni indicano che la donna, proveniente da un percorso pianeggiante, avrebbe potuto scivolare da un salto di roccia, cadendo in un punto di difficile accesso.
Il corpo è stato immediatamente imbarellato e trasferito su un’ambulanza presente sul luogo. Le autorità hanno poi avviato le procedure di identificazione e di verifica delle cause, mantenendo la zona al sicuro per eventuali indagini successive.
Impatto sulla comunità locale
La vicenda ha suscitato profonda commozione tra gli abitanti di Gallio e della zona più ampia dell’Altopiano di Asiago. La collaborazione tra le diverse forze di soccorso è stata lodata come esempio di prontezza e coordinamento. La tragedia ha inoltre riacceso il dibattito sulla sicurezza dei percorsi escursionistici, in particolare su tratti esposti a salti rocciosi e superfici scivolose, invitando gli enti locali a valutare interventi di segnalazione e messa in sicurezza.
Le famiglie coinvolte e le autorità continueranno a monitorare la situazione, fornendo supporto psicologico e informazioni utili ai residenti che frequenteranno l’area nei prossimi giorni.



