Nel pomeriggio di ieri, il municipio di Schio ha ospitato un evento che non si verificava da più di un secolo: un faccia a faccia tra un rappresentante della Casa Savoia e uno della Casa Asburgo-Lorena. Le due casate, che durante la Prima guerra mondiale avevano combattuto in trincee opposte sul fronte del Pasubio hanno trovato uno spazio di dialogo nel cuore del Vicentino, sotto l’egida di un progetto culturale dedicato alla memoria.
Il contesto è quello del festival “Forte Maso 2026 – Le nuove generazioni a confronto”, un’iniziativa che nel weekend riunisce discendenti delle dinastie e comandanti dell’epoca per riflettere sul significato della memoria storica e sulla possibilità di superare divisioni ereditate. L’incontro è stato il punto di partenza di una serie di appuntamenti che culmineranno con una presentazione al teatro civico di Schio.
L’incontro a Schio: protagonisti e atmosfera
Tra gli ospiti di rilievo, la sindaca Cristina Marigo ha accolto Emanuele Filiberto di Savoia nipote dell’ultimo re d’Italia Umberto II, e Markus Emanuel Salvator d’Asburgo-Lorena arciduca d’Austria e pronipote dell’imperatore Francesco Giuseppe e della principessa Sissi. Per il principe Savoia si trattava della prima visita in città, mentre l’arciduca era già stato a Schio in precedenza, rendendo l’incontro ancora più carico di simbolismo.
Il dialogo, moderato dall’assessore alla cultura Marco Gianesini e da rappresentanti dell’associazione Forte Maso è stato caratterizzato da un tono rispettoso e da una consapevolezza condivisa: la storia non può essere cancellata, ma può diventare un ponte di comprensione. Entrambi i discendenti hanno sottolineato l’importanza di ricordare le conseguenze umane dei conflitti, senza dimenticare le radici culturali dei propri lignaggi.
Il libro di Emanuele Filiberto e la presentazione al teatro civico
Il pomeriggio si è concluso con l’annuncio della presentazione, al teatro civico di Schio del nuovo volume di Emanuele Filiberto intitolato “La Regina di Maggio – Gli ultimi giorni della Corona e i ricordi sulla fine della Monarchia”. Il libro raccoglie testimonianze, lettere e riflessioni personali sull’ultimo periodo della monarchia italiana, offrendo al lettore una visione intima di un’epoca di grandi cambiamenti.
L’autore, ancora impegnato nell’attività istituzionale della Casa Savoia, ha descritto il suo lavoro di ricerca come “un viaggio attraverso le tracce di una realtà che ha plasmato l’identità nazionale”. La presentazione si inserisce nel più ampio obiettivo del festival: creare spazio per un dialogo intergenerazionale che possa illuminare le generazioni attuali sui temi della pace e della riconciliazione.
Forte Maso 2026: obiettivi e partecipanti
Il progetto “Forte Maso 2026” riunisce, oltre ai discendenti Savoia e Asburgo, anche gli eredi dei comandanti che combatterono sul Pasubio. Non si tratta di una celebrazione delle casate, ma di una riflessione critica su come la storia sia stata scritta da entrambe le parti. Gli organizzatori hanno precisato che l’iniziativa vuole stimolare una consapevolezza collettiva capace di superare le antiche rivalità, trasformando il ricordo in una risorsa per la costruzione di un futuro più armonioso.
Il pubblico presente al municipio, composto da cittadini, studiosi e giovani provenienti da varie regioni del Veneto, ha accolto l’evento con interesse e curiosità. La presenza di figure istituzionali e culturali ha conferito all’incontro un carattere ufficiale, ma al contempo apertamente partecipativo, evidenziando come la memoria storica possa diventare un punto di incontro piuttosto che di divisione.



