Il 24 ottobre alle ore 18:00, quando le strade dell’Arsenale erano ancora gremite di residenti e turisti, una sparatoria improvvisa ha infranto la routine serale di Venezia. Un uomo di 35 anni, di origine albanese, è stato colpito da due proiettili che hanno colpito le gambe, una delle quali nella zona della caviglia. L’intervento dei soccorsi è avvenuto entro pochi minuti: l’ambulanza è giunta sul posto intorno alle 18:15 e ha trasportato la vittima al pronto soccorso, dove è stata operata con esito positivo.
Sparatoria e feriti
Le prime testimonianze dei passanti descrivono un rumore secco, seguito da un sordo colpo udibile da chi era nei pressi del ponte vicino alla Tana, tra la sede della Marina Militare e Riva degli Schiavoni. La vittima, ancora in grado di parlare, ha fornito ai carabinieri una ricostruzione dettagliata dell’accaduto, indicando l’ora esatta, il luogo e il profilo dell’aggressore. Due proiettili sono stati recuperati sul posto, uno nella zona della gamba sinistra e l’altro vicino alla caviglia, confermando le ferite riportate.
Inseguimento e arresto del sospetto
Subito dopo il colpo, il potenziale aggressore, anch’egli di origine albanese e di 40 anni, è fuggito attraversando le strette calli del centro storico. Una caccia all’uomo è stata avviata senza indugio, con il nucleo operativo lagunare e un consistente supporto di unità navali e investigative. Dopo pochi minuti di inseguimento, grazie alle telecamere di videosorveglianza e alle dichiarazioni di testimoni, le forze dell’ordine hanno localizzato il fuggitivo nella zona di San Marco, dove è stato fermato e condotto in caserma per gli accertamenti.
Le forze operative in zona
Il presidio di polizia era stato potenziato in vista dell’allestimento della Venicemarathon, con unità distribuite in tutti i quartieri del centro storico. Questo rafforzato numero di agenti ha permesso una risposta rapida, evitando che l’incidente si trasformasse in una situazione più pericolosa. Inoltre, la presenza di natanti e unità di polizia marittima ha garantito un controllo efficace anche sui canali limitrofi, dove il sospetto avrebbe potuto tentare un’ulteriore fuga.
Indagini e possibili moventi
Le indagini preliminari hanno già confermato che i due uomini si conoscevano, suggerendo un possibile regolamento di conti. Le autorità stanno esaminando diverse ipotesi, tra cui un conflitto legato allo spaccio di sostanze stupefacenti o a debiti non saldati. I carabinieri hanno raccolto i bozzoli dei proiettili, elemento fondamentale per identificare l’arma impiegata. Parallelamente, la revisione delle registrazioni delle telecamere di zona ha permesso di ricostruire il percorso dell’aggressore, confermando il legame tra la vittima e il sospetto.
Al momento, il 40enne è trattenuto in caserma in attesa di ulteriori verifiche. Gli inquirenti stanno approfondendo le relazioni famigliare e lavorativa dei due soggetti, per capire se dietro lo scontro vi siano legami personali o professionali più profondi. La comunità locale, scossa dall’episodio, osserva con apprensione le evoluzioni del caso, chiedendo chiarimenti sul possibile nesso tra la criminalità organizzata e la vita quotidiana nella città lagunare.



