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Congresso Lega 2026: Salvini vince, Zaia accetta ruolo di vicesegretario

Matteo Salvini conferma la guida della Lega con 465 voti, mentre Luca Zaia è pronto a assumere un ruolo chiave nella nuova segretaria politica.

Congresso Lega 2026: Salvini vince, Zaia accetta ruolo di vicesegretario

Il congresso straordinario della Lega si è concluso domenica 25 ottobre 2026 nell’allestimento futuristico dell’Allianz MiCo di Milano, davanti a 705 delegati provenienti da tutta la penisola. Dopo due intensi giorni di dibattiti, voti segreti e prese di posizione, il risultato principale è stato la conferma di Matteo Salvini alla carica di segretario, con 465 voti contro 146 per il suo unico avversario, Massimo Garavaglia. L’evento, definito da molti come un punto di svolta per il partito, ha anche acceso i riflettori su Luca Zaia, presidente del Consiglio in Veneto, che è stato più volte invitato a entrare nella struttura della segretaria politica.

Salvini conferma il comando con una maggioranza netta

Durante la cerimonia di proclamazione, il nuovo segretario ha ringraziato Garavaglia per la sua candidatura, sottolineando che la loro stretta di mano sull palco simboleggiava la continuità della Lega al di là delle divisioni interne. “Siamo ancora qui”, ha dichiarato Salvini, evidenziando la determinazione del partito a non accontentarsi di un ruolo marginale nell’ampio panorama politico italiano. Il leader ha inoltre ribadito la volontà di puntare su identità, autonomia e federalismo come pilastri portanti della prossima campagna elettorale, promettendo che il voto di oggi “è un impegno per tutti i membri, sia chi ha sostenuto il mio percorso sia chi ha preferito Garavaglia”.

Il ruolo emergente di Luca Zaia e la proposta di una segretaria politica

Nel contesto delle discussioni, il vicesegretario uscente Claudio Durigon ha lanciato un pressing esplicito su Zaia, chiedendo al governatore veneto di “mettere la faccia” e accettare un posto nella nuova segretaria politica, un organismo composto da nove membri nominati dal segretario federale per supportare e collaborare all’attuazione della linea politica. Zaia, pur non schierandosi apertamente con nessuno dei due candidati, ha dichiarato: “Non ho mai rincorso le cariche di partito”, ma ha sottolineato l’importanza dell’unità, aggiungendo che “chi perde dovrà dire ‘Lui è il mio segretario’ e chi vince dovrà considerare che comunque siamo una grande famiglia”.

Possibile incarico di vicesegretario unico

L’ipotesi che Zaia possa ricoprire il ruolo di vicesegretario unico è stata accolta con curiosità da molti delegati. Un tale incarico rafforzerebbe la presenza della leadership veneta nella Direzione nazionale, creando un ponte tra le esigenze del Nord-est e le linee guida definite dal capo del partito. La scelta, se confermata, potrebbe anche fungere da segnale di conciliazione tra la “fronda nordista” guidata da Attilio Fontana in Lombardia e le istanze più centrate su Garavaglia.

Mozione per il Nord: autonomia, federalismo fiscale e nuova strategia

Tra le undici proposte approvate durante il congresso, la più eclatante è stata la mozione elaborata dal capogruppo alla Camera Riccardo Molinari in sintonia con Salvini. Presentata da Zaia e firmata da tutti i governatori leghisti, la mozione pone al centro la piena attuazione dell’autonomia differenziata e del federalismo fiscale. L’obiettivo dichiarato è quello di dare al Nord strumenti concreti per gestire risorse e politiche locali, riducendo la dipendenza dalle decisioni centralizzate di Roma. La proposta ha raccolto ampio consenso, sottolineando una svolta verso un “federalismo liberale” più pragmatico e meno ideologico, come hanno descritto i relatori.

Nel frattempo, la tensione interna è emersa nella figura di Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda, rimproverato da Durigon per aver criticato pubblicamente Salvini. Romeo ha risposto che la crisi è dovuta al “poco voto da parte della gente fuori”, definendo la sua posizione una questione politica e assicurando di rimanere leghista, anche se il suo futuro come capogruppo al Senato resta incerto.

Il congresso ha confermato la continuità della leadership di Matteo Salvini per i prossimi quattro anni, ha aperto la porta a un possibile ruolo di Luca Zaia nella segretaria politica e ha sancito una chiara intenzione del partito di spingere per l’autonomia del Nord attraverso una mozione condivisa da tutti i capogoverni leghisti. Gli occhi rimangono puntati sulle prossime settimane, quando saranno definiti i profili dei nove membri della segretaria politica e si vedrà se la proposta di Zaia verrà accettata.

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