Il Parco archeologico di Quarto d’Altino ospita il 29 ottobre il convegno Infrastrutture, Archeologia e Paesaggio, un appuntamento unico in cui studiosi, funzionari del Ministero della Cultura e ricercatori si confrontano sul delicato equilibrio tra sviluppo infrastrutturale e tutela del patrimonio storico. Parallelamente, gli scavi dell’Università Ca’ Foscari hanno portato alla luce la chiesa episcopale menzionata da San Girolamo nel IV secolo, dimostrando come la ricerca sul campo possa ridefinire la narrazione di un territorio antico.
Il convegno a Altino: organizzazione e obiettivi
L’evento, promosso dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dall’Osservatorio Regionale per il Paesaggio del Veneto, si svolge dalle ore 10:00 alle 17:00 nel cuore del Parco archeologico. Coordinato dalle prof.sse Annalisa Colombino, Martina Frank e Myriam Pilutti Namer, il programma prevede interventi di esperti provenienti da Verona, Padova e Venezia, con particolare attenzione alle metodologie per identificare i resti archeologici prima dell’avvio dei cantieri.
Metodi per ricostruire le vie antiche
Tra le tecniche illustrate, spiccano l’uso di fotografie aeree, di dati satellitari e di indagini geofisiche capaci di delineare la rete stradale romana, come la via Annia, senza scavare. I relatori mostrano inoltre l’applicazione dei sistemi informativi geografici (GIS), che consentono di monitorare i cambiamenti del suolo lungo i secoli e di valutare l’impatto ambientale delle future opere pubbliche.
Scoperte recenti: la chiesa episcopale di San Girolamo
Gli scavi conclusi a settembre-ottobre hanno rivelato le fondamenta di una struttura rettangolare di circa 30 × 20 metri, orientata a est e priva di abside, coerente con le prime architetture cristiane dell’Adriatico settentrionale. La datazione colloca il complesso tra la fine del IV e la prima metà del V secolo, periodo in cui San Girolamo scrisse a Eliodoro, primo vescovo di Altino, descrivendo altare, pareti, tende e vasi sacri. L’allineamento geografico e la scala dell’edificio permettono di associarlo con certezza alla chiesa citata nella lettera.
Riuso delle pietre della via romana
Un elemento sorprendente è l’impiego massiccio di basoli di trachite provenienti dalle strade romane, spesso posizionati capovolti nella muratura della chiesa. Questo tipo di spoliazione suggerisce che il vescovo di Altino avesse poteri quasi civici, controllando risorse pubbliche durante il passaggio dall’Impero al Medioevo. La costruzione, infatti, ha riorganizzato l’antica griglia stradale romana, imponendo un nuovo orientamento cristiano e segnando l’inizio di una trasformazione urbana.
Archeologia preventiva nelle Soprintendenze venete
Nel pomeriggio, la prof.ssa Annalisa Colombino modera una tavola rotonda dedicata ai casi pratici di archeologia preventiva. La Soprintendenza per Padova, Treviso e Belluno presenta le indagini sul patrimonio sommerso del litorale veneziano e gli studi su Oderzo. La Soprintendenza di Venezia illustra gli interventi nei cantieri della parte centro-orientale della provincia, mentre a Verona le operazioni lungo via XX Settembre hanno portato alla scoperta di tracciati stradali, necropoli e resti edilizi lungo l’antica via de Medio. I risultati dimostrano come una pianificazione attenta possa coniugare sviluppo infrastrutturale e salvaguardia del patrimonio.
La giornata si chiude alle 16:30, seguita da una visita facoltativa al museo del Parco, guidata dalla dott.ssa Anna Fantin dell’Università di Udine, per osservare da vicino le testimonianze emerse negli ultimi anni e approfondire il dialogo tra passato e futuro di Altino.



