Il parroco di Caivano, Don Maurizio Patriciello, ha scelto di partecipare al forum sulle mafie in programma a Bassano del Grappa, fissato per giovedì 4 giugno. Dopo una lunga notte di riflessione il sacerdote, noto per il suo impegno contro le organizzazioni criminali, ha ponderato i rischi e i motivi che lo legano all’iniziativa prima di confermare la sua presenza.
La decisione è maturata anche alla luce dell’attentato intimidatorio ai danni di Adriano Cappellari, cronista veneto residente a Enego. L’episodio ha riacceso preoccupazioni e ricordi di minacce precedenti indirizzate allo stesso Don Patriciello, che nelle settimane scorse aveva manifestato incertezza riguardo alla partecipazione.
Il contesto dell’intimidazione
L’attentato a Cappellari è stato segnalato come un atto di natura intimidatoria la cui matrice non è ancora stata chiarita. Cappellari vive a Enego, un paese non distante da Bassano del Grappa, e il fatto ha avuto ripercussioni nella scelta degli ospiti del forum. Per Don Patriciello l’episodio assume un significato personale: nel 2026 infatti fu invitato proprio a Enego per un convegno sulle mafie, occasione in cui conobbe Cappellari e consolidò un legame professionale e umano con il cronista.
Relazioni e motivazioni
Il rapporto tra il sacerdote e il giornalista non è episodico: la conoscenza nata durante il convegno del 2026 ha portato Don Patriciello a intervenire pubblicamente sull’accaduto. Le dinamiche tra chi denuncia e chi subisce intimidazioni sono complesse e la vicinanza tra testimoni e giornalisti spesso provoca reazioni nel tessuto locale che richiedono attenzione e protezione.
Minacce pregresse e reazioni
Oltre all’attentato a Cappellari, Don Patriciello aveva ricevuto in febbraio di quest’anno una lettera minatoria recapitata nella sua parrocchia. Il messaggio, scritto con inchiostro rosso, conteneva minacce di morte rivolte non solo al sacerdote ma anche a Adriano Cappellari e alla premier Meloni. Quell’episodio era già stato interpretato come un segnale di allarme rispetto alla sicurezza personale e pubblica.
Impatto sulle decisioni
La lettera del febbraio 2026 ha inciso nella valutazione di Don Patriciello: la decisione di partecipare al forum è stata presa dopo avere esaminato pro e contro, valutando la necessità di non cedere all’intimidazione e il valore simbolico della sua presenza. Per il sacerdote, la partecipazione rappresenta un messaggio contro chi tenta di zittire voci critiche e di minare iniziative civili contro le mafie.
Il forum di Bassano e il significato della presenza
Il forum sulle mafie a Bassano del Grappa è un luogo di confronto pubblico in cui esperti, giornalisti e rappresentanti della società civile si incontrano per discutere strategie di prevenzione e contrasto. La presenza di figure come Don Patriciello assume un valore aggiunto: non è solo testimonianza personale, ma anche segnale di solidarietà verso chi subisce aggressioni intimidatorie.
Partecipare a eventi pubblici dopo minacce o episodi violenti significa spesso trasformare la paura in azione civile. Per molti osservatori la scelta del parroco appare coerente con il suo percorso: da tempo impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, Patriciello interpreta la presenza come un atto di responsabilità nei confronti della comunità e della libertà di informazione.
Le possibili ripercussioni
La conferma della partecipazione potrà avere effetti diversi: da un lato può rafforzare la mobilitazione contro le intimidazioni e sostenere la figura del cronista colpito; dall’altro potrebbe richiedere misure di sicurezza e attenzione da parte delle autorità locali. L’evolversi della vicenda resta legato agli accertamenti sulla natura dell’attentato a Cappellari e alle indagini in corso, che dovranno ricostruire responsabilità e moventi.
In conclusione, la scelta di Don Maurizio Patriciello di recarsi a Bassano il 4 giugno rappresenta una presa di posizione pubblica: tra memoria delle minacce ricevute, rapporti consolidati con il cronista veneto e l’intento di sostenere il dibattito contro le organizzazioni criminali, il gesto assume un significato che va oltre la semplice partecipazione a un convegno.


