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Autonomia differenziata: le posizioni di Stefani e le critiche dell’opposizione

Alberto Stefani, governatore del Veneto, ha difeso l'autonomia differenziata durante un'audizione a Palazzo Madama, mentre l'opposizione ha sollevato critiche.

Autonomia differenziata: le posizioni di Stefani e le critiche dell’opposizione

In un’aula di Palazzo Madama gremita, alle otto e mezza del mattino, Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, ha illustrato le ragioni a sostegno dell’autonomia differenziataun tema che sta dividendo l’Italia. Stefani ha parlato di quattro materie chiave, tra cui la sanitàe ha sottolineato come il Veneto possa ottenere 300 milioni di euro aggiuntivi grazie ai fondi sanitari integrativi.

Le critiche dei parlamentari

Le osservazioni dei parlamentari sono state particolarmente critiche. Roberto Cataldi del M5s ha affermato: “Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria: chiedete tutti le stesse cose, ma non ci dite quali sono le specificità dei vostri territori. La verità è che qui rischiamo di concedere non una autonomia differenziata, ma un privilegio differenziato.” Anche Andrea Giorgis del Partito Democratico ha espresso preoccupazioni: “Non è che arrecate un danno non solo agli altri cittadini, ma anche ai vostri?” Peppe De Cristoforo dell’Avs ha aggiunto: “Ma davvero volete stipendi differenziati in sanità come nelle Regioni a statuto speciale? Ma lo sapete che sarebbe un rischio anche per voi? Così facendo i medici verrebbero tutti a lavorare in Veneto perché prenderebbero più soldi e alla fine anche i pazienti verrebbero tutti in Veneto perché a casa loro nessuno li curerebbe.”

La replica di Stefani

Stefani ha risposto alle critiche sottolineando che l’autonomia differenziata rappresenta una responsabilità e non un privilegio. Ha ribadito: “Autonomia è responsabilità, vuol dire rispondere di quello che si fa. Noi siamo abituati a farlo e vogliamo dimostrarlo ancora una volta a tutto il Paese. E se una Regione, risparmiando, può aumentare stipendi e valorizzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia.” Stefani ha anche criticato l’opposizione veneta, accusandola di cambiare posizione a seconda del contesto.

Le reazioni dell’opposizione e del governo

Da Venezia, Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico, ha commentato: “Con la sua audizione, Stefani ha certificato la fine dell’Autonomia differenziata e di una lunga stagione segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia.” Manildo ha aggiunto che l’autonomia differenziata è stata ridotta a sole quattro funzioni e che altre regioni potrebbero seguire lo stesso percorso, rendendo il concetto stesso di autonomia differenziata obsoleto.

Soddisfatto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Roberto Calderoli: “Ogni avanzamento dell’Autonomia è una buona notizia non solo per le 4 regioni che l’hanno già chiesta, ma per tutto il Paese che vuole raccogliere la sfida di responsabilità e trasparenza nell’interesse dei cittadini.” Calderoli ha anche annunciato che altre tre regioni hanno avviato un dialogo con il governo per valutare un percorso simile.

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