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Indagine sulla gestione del Cantiere Navale Vittoria: accuse per fondi Ue

La Procura europea di Venezia indaga sull'erogazione di circa 4 milioni di euro a favore del Cantiere Navale Vittoria di Adria; nel mirino sono l'ex presidente Paolo Duò e l'ex direttore amministrativo Gabriele Busetto e le tre banche coinvolte.

Indagine sulla gestione del Cantiere Navale Vittoria: accuse per fondi Ue

Una inchiesta della Procura europea (Eppo) con sede a Venezia ha acceso i riflettori sulla gestione finanziaria del Cantiere Navale Vittoria di Adria. Al centro del fascicolo ci sono operazioni legate all’accesso a fondi garantiti dall’Unione Europea concepiti per sostenere le imprese colpite dalla pandemia, per un importo complessivo di circa 4 milioni di euro.

La vicenda coinvolge formalmente due dirigenti di Cnv Spa: Paolo Duòultimo presidente della società prima della vendita del cantiere avvenuta il 16 settembre 2026e Gabriele Busettoche ricopriva la carica di direttore amministrativo. Le indagini ipotizzano una truffa aggravata ai danni dell’Unione Europeamentre le attività investigative si sono concentrate anche sugli istituti di credito che hanno erogato i prestiti garantiti.

Gli indagati e il contesto temporale legato alla vendita del cantiere

Le posizioni di Paolo Duò e Gabriele Busetto risultano al centro dell’inchiesta aperta dalla Procura europea a Venezia. Entrambi erano dirigenti della società Cnv Spache fino alla cessione del patrimonio deteneva il controllo del Cantiere Navale Vittoria di Adria. La vendita all’asta del cantiere è avvenuta il 16 settembre 2026data che rimarca il passaggio di proprietà successivo alla fase oggetto d’indagine.

Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, i finanziamenti in questione erano destinati ad alleviare le difficoltà economiche causate dall’emergenza sanitaria. Tuttavia la ricostruzione investigativa mette in luce una possibile incompatibilità fra l’attività svolta dall’azienda e i criteri di ammissibilità del meccanismo di sostegno europeo.

I finanziamenti, il fondo europeo e i limiti di ammissibilità

Al centro del procedimento vi sono circa 4 milioni di euro erogati a favore del cantiere tramite tre istituti bancari. Tali prestiti erano assistiti dalle garanzie di un fondo creato dall’Unione Europea per sostenere le imprese in crisi durante la pandemia. Gli investigatori stanno valutando se la disponibilità di quelle garanzie sia stata ottenuta in conformità alle regole previste dal fondo.

Un punto cruciale dell’ipotesi accusatoria è che i fondi europei oggetto dell’indagine non potevano essere richiesti da imprese che svolgevano attività legate al settore bellico. La tesi degli inquirenti è che il Cantiere Navale Vittoria, tramite la compagine societaria che lo controllava, rientrasse in questa categoria e pertanto fosse escluso dai benefici del fondo garantito dall’Unione Europea.

Definizioni e garanzie del fondo Ue

Per chiarezza, l’elemento spesso evocato dall’indagine è l’ammissibilità delle imprese alle garanzie: il fondo varato dall’Unione aveva regole precise sulle categorie economiche escluse, con limitazioni rivolte alle realtà attive nelle forniture belliche. L’obiettivo degli inquirenti è verificare la presenza di autocertificazioni o documenti che avrebbero permesso l’attivazione delle garanzie nonostante tali limiti.

Accertamenti nelle banche e acquisizione di documenti

Nelle ultime operazioni connesse all’indagine, la polizia giudiziaria ha effettuato acquisizioni documentali nelle sedi delle tre banche che avevano concesso i finanziamenti: Credito ValtellineseIccrea Banca e Medio Credito Trentino Alto Adige. Durante queste attività sono stati sequestrati contratti, documenti contabili e comunicazioni inerenti alle pratiche di finanziamento garantite dall’Unione Europea.

La raccolta di documentazione dagli istituti coinvolti mira a ricostruire la catena di passaggi che ha portato all’erogazione dei prestiti e a verificare la correttezza delle dichiarazioni sottoscritte dalle parti. Gli inquirenti valuteranno se vi siano state anomalie nelle procedure bancarie o nelle certificazioni presentate da Cnv Spa per ottenere l’accesso alle garanzie europee.

Obiettivo investigativo e ricostruzione documentale

L’attività di acquisizione punta principalmente a identificare eventuali discrepanze tra la natura dell’attività svolta dall’azienda e i requisiti richiesti dal fondo. I magistrati stanno concentrando l’attenzione sulla documentazione relativa alle richieste di garanzia, ai bilanci e ai contratti con fornitori, per comprendere se i criteri di esclusione erano stati rispettati o aggirati.

Il procedimento rimane in evoluzione. Gli elementi raccolti finora indicano un complesso intreccio tra amministrazione societaria, posizioni dirigenziali e rapporti con gli istituti di credito, con la Procura europea a Venezia impegnata nella ricostruzione degli aspetti finanziari e documentali collegati ai fondi dell’Unione Europea.

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