Una serie di raid notturni ha investito l’Ucraina il 15 giugno 2026, con effetti pesanti sulla capitale. Tra i siti colpiti è risultato gravemente danneggiato il complesso monastico della Kyiv-Pechersk Lavrapatrimonio mondiale dell’UNESCOdove il tetto della Cattedrale della Dormizione ha preso fuoco. Le autorità ucraine hanno fornito un primo bilancio delle vittime e dei danni infrastrutturali mentre le operazioni di emergenza proseguono.
Dati dell’attacco e impatto sulla popolazione di Kiev
Il presidente ucraino ha riferito che nella notte sono stati lanciati complessivamente 70 missili e 611 droni contro obiettivi sul territorio nazionale, con oltre 60 missili diretti sulla sola Kiev. Le conseguenze immediate includono almeno 11 morti e 53 feriti a livello nazionale secondo il bilancio comunicato dalle autorità. Nella capitale, il sindaco ha segnalato che l’attacco ha danneggiato le linee elettrichelasciando circa 140.000 residenti senza corrente, e che i vigili del fuoco hanno impiegato numerosi mezzi per domare gli incendi.
Interventi di soccorso e situazione sul posto
I servizi di emergenza hanno lavorato per estinguere le fiamme che hanno interessato la copertura della cattedrale; oltre una dozzina di automezzi dei vigili del fuoco sono stati schierati nel complesso. Le autorità locali hanno indicato che almeno 20 persone sono rimaste ferite per i danni al sito religioso e per gli effetti collaterali degli attacchi in città. Il metropolita della Chiesa ortodossa ucraina ha lanciato appelli emotivi per la protezione del santuario, definendo l’evento un attacco alla memoria storica e religiosa.
Danni al patrimonio culturale e dichiarazioni pubbliche
La Kyiv-Pechersk Lavrafondata nell’XI secolo e riconosciuta come sito dell’UNESCOha subito danni strutturali: una facciata è stata parzialmente sventrata e la copertura della cattedrale danneggiata. Le autorità competenti hanno espresso preoccupazione per possibili danni anche agli elementi storici circostanti, inclusi edifici del complesso fortificato e torri adiacenti. La gravità dell’attacco ha suscitato reazioni ufficiali da leader europei presenti al vertice del G7 a Évian, che hanno promesso di discutere nuove misure di pressione.
Reazioni istituzionali e internazionali
Alcuni capi di Stato e ministri hanno condannato l’attacco definendolo un atto deliberato contro il patrimonio culturale e la popolazione civile. Il presidente francese ha dichiarato la disponibilità a cooperare con le autorità ucraine per la tutela del patrimonio e il coordinamento al tavolo del G7 è stato segnalato come occasione per valutare ulteriori misure. Esponenti governativi britannici e italiani hanno anch’essi condannato l’azione e richiamato l’attenzione sulla protezione dei civili e dei siti religiosi.
Accuse, smentite e analisi sui responsabili
La Russia ha respinto la responsabilità per l’impatto sul complesso monastico, sostenendo che il danno sarebbe invece riconducibile all’impatto di un missile di difesa aerea Patriot di produzione statunitense, ipotizzando malfunzionamenti dei sistemi di difesa. Le autorità ucraine, basandosi sull’analisi dei resti ritrovati sul luogo, hanno indicato che a colpire la zona sarebbe stato un drone Geran-2riconducibile a una versione del drone kamikaze iraniano. Queste posizioni contrapposte non sono state verificate in via indipendente nel corso delle prime ore successive all’attacco.
Contesto più ampio della campagna militare
Gli attacchi notturni si inseriscono in un contesto di scontri prolungati iniziati nel febbraio 2026, durante i quali i raid aerei e i lanci di droni e missili sono diventati ricorrenti. Nella stessa ondata di attacchi, sono stati segnalati colpi anche su Kharkiv, dove sono state riportate vittime tra i soccorritori, e su territori russi come la città di Tula, dove le autorità locali hanno comunicato la perdita di vite umane a seguito di attacchi con droni.
Le autorità ucraine hanno dichiarato che le attività di soccorso e la valutazione dei danni proseguiranno nelle ore successive, con l’obiettivo di mettere in sicurezza il sito e verificare l’entità delle perdite culturali e materiali. Nel frattempo, il tema della protezione del patrimonio culturale in tempo di guerra è tornato al centro del dibattito pubblico e diplomatico, con richieste di interventi concreti da parte delle istituzioni coinvolte.


