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Fondi Mose: il Mit chiarisce il piano temporaneo per le liquidazioni e la continuità dei lavori

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato l'individuazione di percorsi per liquidare le somme dovute al Consorzio Venezia Nuova e garantire la continuità dei lavori sul Mose, mentre sindacati e imprese chiedono garanzie occupazionali e chiarezza amministrativa.

Fondi Mose: il Mit chiarisce il piano temporaneo per le liquidazioni e la continuità dei lavori

Il tema dei pagamenti legati al Mose e all’Autorità per la laguna di Venezia è tornato al centro delle attenzioni dopo una riunione tenutasi a Roma, che ha portato a un primo accordo sulle modalità di liquidazione dei fondi. L’incontro, che ha riunito rappresentanti ministeriali e amministrativi, è stato descritto come decisivo per ripristinare la regolarità dei pagamenti e assicurare la prosecuzione dei lavori e delle attività operative legate alla salvaguardia della laguna.

Mit e Mef definiscono un percorso per le liquidazioni

Nel comunicato ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si afferma che «La problematica posta dal territorio per il Mose, la cui continuità aveva creato una situazione di allarme nei sindacati dei lavorati delle imprese interessate, è stata risolta dal Mit in collaborazione con il Mef. Sono stati infatti individuati i percorsi da seguire per concludere positivamente le liquidazioni degli importi relativi ai lavori svolti dal Consorzio Venezia Nuova. Azione, questa, ritenuta dal Mit prioritaria».

La questione era nata dopo che, con l’operatività dell’Autorità dal 5 febbraio scorsoil Provveditorato alle Opere Pubbliche ha mantenuto in cassa somme già destinate alla salvaguardia, senza poterle formalmente trasferire all’Autorità, che invece risulta competente in materia di finanza pubblica per la laguna. Questo corto circuito amministrativo ha lasciato in sospeso oltre 300 milioni legati a completamento e interventi di salvaguardia, di cui circa 200 riferiti al completamento del Mose.

Periodo transitorio e chiarezza delle competenze

Il Mit ha annunciato che i fondi «sararanno liquidati con immediatezza per dare continuità ai lavori sul Mose e alle imprese impegnate» e che verrà istituito un periodo transitorio di coordinamento tra Provveditorato e Autorità per la laguna per evitare sovrapposizioni operative e contabili. Secondo la nota, l’obiettivo è assicurare «certezza nella gestione amministrativa contabile dei fondi, certezza operative alle imprese e garanzia di continuità nella conclusione dei lavori del Mose, con l’obiettivo comunque di raggiungere quanto prima la piena autonomia dell’Autorità».

La reazione dell’Autorità e la posizione dei sindacati

Il presidente dell’Autorità per la laguna, Roberto Rossettoha ringraziato il ministro per la chiarezza raggiunta e ha ricordato che «Le liquidazioni maturate fino ad oggi sono in capo al Provveditorato per le Opere pubbliche. Per il futuro il percorso delineato oggi prevede un periodo transitorio regolato che introduce chiarezza e impedirà sovrapposizioni fra competenze».

I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno accolto con cautela il comunicato ministeriale e hanno ribadito la necessità di avere garanzie formali prima di ritirare le loro preoccupazioni. In una nota congiunta, le segreterie di Cgil, Cisl e Uil hanno ricordato che «domani siamo convocati al tavolo in Prefettura a Venezia», aggiungendo che «Le lavoratrici e i lavoratori di Thetis, CVN e Comar meritano risposte certe, non annunci affidati alle agenzie di stampa». I segretari Daniele GiordanoMichele Zanocco e Giuliano Gargano hanno chiesto che le parole del comunicato siano tradotte in «garanzie scritte e verificabili» in particolare sulla salvaguardia dei posti di lavoro e sulla piena operatività della nuova Autorità.

Impatti sulle imprese coinvolte

Nel frattempo le imprese direttamente interessate, comprese società come Thetis e Comare il Consorzio Venezia Nuova hanno segnalato gravi difficoltà finanziarie: senza la possibilità di fatturare e ricevere i pagamenti, il modello operativo e i piani di risanamento rischiano di saltare. Il Consorzio aveva richiamato il tema del trasferimento immediato dei fondi dal Provveditorato all’Autorità per evitare «pesanti conseguenze occupazionali per i lavoratori delle imprese».

Nel pomeriggio della stessa giornata si è svolto un ulteriore incontro con il Prefetto di Venezia per informare il territorio sui risultati concordati a Roma e per condividere il piano transitorio. L’interlocuzione istituzionale proseguirà nelle sedi indicate dai sindacati e dalle amministrazioni coinvolte, con la richiesta esplicita di tradurre gli impegni in atti amministrativi concreti.

La vicenda richiama all’attenzione la complessità del passaggio di competenze dalla precedente gestione alle nuove strutture e la necessità di una governance che garantisca continuità operativa: l’iter delineato mira a evitare che la città e il sistema di imprese impegnate nella salvaguardia di Venezia subiscano ulteriori ripercussioni economiche e organizzative.

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