La scomparsa di Greta Spreafico, la cantante di 53 anni originaria di Erba, continua a tenere con il fiato sospeso familiari e investigatori. Dopo oltre quattro anni dalla sua sparizione, avvenuta nella notte tra il 3 e il 4, si riaccendono le speranze di fare luce su questo mistero.
Il 2 settembre prossimo, i Carabinieri del Ris di Parma sezione biologia, eseguiranno analisi irripetibili sui reperti raccolti nella casa di Porto Tolle, dove Greta soggiornava al momento della sua scomparsa. Tra gli oggetti sotto esame ci sono alcune bottiglie di birra e mozziconi di sigaretta, che potrebbero rivelare tracce biologiche utili alle indagini.
La proroga delle indagini e il ruolo della madre di Greta
Lo scorso giugno, il Gup del Tribunale di Rovigo ha accolto la richiesta di opposizione all’archiviazione dell’indagine, presentata dagli avvocati Nunzia Barzan e Davide Barzan per conto della madre di Greta, Rosa Maria Camilla Donà. Questo ha permesso una nuova proroga di sei mesi alle indagini, dopo che il fascicolo era già stato archiviato tre anni fa e riaperto nel 2026.
La storia di Greta e le circostanze della scomparsa
Greta Spreafico si era trasferita temporaneamente a Porto Tolle per vendere la casa del nonno a un cugino per 80mila euro. Il perfezionamento dell’acquisto era previsto due giorni dopo la sua scomparsa. La cantante, grande appassionata di rock, si esibiva nei locali del Comasco e aveva un rapporto burrascoso con il suo ex fidanzato, Gabriele Lietti che aveva dato l’allarme quando Greta non si era presentata all’appuntamento con il notaio.
In passato, erano stati indagati Andrea Tosi un giardiniere di Porto Tolle, e lo stesso Lietti. Tosi era l’ultimo ad aver visto Greta viva, mentre Lietti aveva ricevuto l’ultimo messaggio della cantante, inviato intorno alle 3 della notte della scomparsa. Il messaggio recitava: “Ti amo e ti voglio un mondo di bene. Buona notte”, ma lo stesso Lietti aveva messo in dubbio l’autenticità del testo.
Le condizioni di Greta prima della scomparsa
Greta, che in passato aveva sofferto di depressione, era reduce da un periodo complicato e si era rivolta a un investigatore privato sostenendo di temere per la propria incolumità. Secondo i familiari, qualcuno potrebbe aver approfittato della sua fragilità.
Le indagini non sono ancora riuscite a fare luce su tutti gli aspetti della vicenda: non sono mai stati ritrovati né il corpo di Greta né la sua auto, una Kia Picanto nera. Le forze dell’ordine hanno cercato a lungo il veicolo in tutto il nord Italia, ma senza successo.



