Vigili del FuocoCorpo forestale e Protezione Civile hanno affrontato nel primo pomeriggio un vasto incendio a Montagna Grandenell’area comunale di Trapani, con allarme scattato attorno alle 15 dalle torrette di avvistamento. Il rogo ha interessato un fronte stimato in circa due chilometri, spingendosi verso il bosco del demanio e avvicinandosi alle contrade abitate.
L’evento ha messo a rischio un’area naturalistica di valore e diversi insediamenti rurali. Le operazioni sono in aggiornamento continuo (Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2026) e coinvolgono assetti aerei e squadre a terra coordinati sul posto dalla dirigente generale del Corpo forestale Dorotea Di Trapani.
Fronte attivo di 2 km e rifornimenti alla diga Rubino
In cielo sono intervenuti almeno tre elicotteri regionali e un Canadair decollato da Lamezia, con la previsione dell’arrivo di un secondo velivolo per rinforzare il dispositivo. I mezzi hanno effettuato rotazioni continue per i lanci d’acqua, rifornendosi sull’invaso della diga Rubinocosì da imprimere un ritmo serrato alle sortite sulle aree più impervie della montagna, dove i mezzi terrestri hanno accesso limitato.
La strategia ha previsto una logistica dei rifornimenti in catena: ogni velivolo ha caricato acqua alla diga e ha effettuato drop mirati sui punti più caldi del fronte. Il coordinamento tra equipaggi di volo e unità a terra ha mirato a ridurre le riaccensioni lungo le fasce già percorse dal fuoco, ottimizzando i lanci sulla vegetazione di macchia mediterranea e sui lembi residui del bosco demaniale.
Squadre a terra tra Montagna Grande e contrada Ardigna
Al suolo hanno operato operatori Aibpersonale forestale e tre squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Trapani. Le priorità sono state la salvaguardia delle abitazioni e dei ricoveri per animali in località Ardignadove le fiamme si sono avvicinate maggiormente agli insediamenti, e la realizzazione di linee tagliafuoco per contenere l’avanzata del fronte verso le aree abitate.
Il monitoraggio dell’evoluzione è stato supportato da droniimpiegati per mappare le lingue di fuoco e individuare eventuali focolai secondari. Al momento non risultano evacuazioni disposte, con una valutazione costante del quadro in relazione al vento e alle temperature, fattori che possono alimentare la propagazione del rogo e complicare la bonifica delle zone già colpite.
Il bosco demaniale minacciato e la direzione delle operazioni
Le fiamme, dopo aver bruciato sterpaglie e macchia, hanno interessato i residui del bosco del demanioarea già colpita in passato da altri roghi. “Il fronte dell’incendio si sta spingendo all’interno del demanio”, ha dichiarato sul posto la dirigente generale Dorotea Di Trapaniconfermando la gravità dell’impatto potenziale sull’ecosistema locale e sul paesaggio.
L’assetto di comando ha gestito il rischio di propagazione verso i versanti più esposti e le contrade limitrofe, bilanciando l’impiego dei mezzi aerei con le manovre a terra. L’obiettivo è restato circoscrivere il perimetro attivo, proteggere persone e animali, e creare le condizioni per una successiva messa in sicurezza e per il controllo delle possibili riaccensioni.
Altri focolai nel Trapanese: Fulgatore e Salemi
La gestione delle risorse è stata resa più complessa dalla presenza di altri fronti nello stesso territorio. Un rogo è stato segnalato a Fulgatore e un altro nella località Ardigna di Salemidove le fiamme si sono avvicinate pericolosamente ad alcune case, richiedendo ulteriori interventi dei Vigili del Fuoco per prevenire danni. La contemporaneità dei focolai ha imposto un coordinamento serrato tra tutte le forze in campo.
Il quadro complessivo ha evidenziato la vulnerabilità dell’area di Montagna Grandegià interessata da incendi negli anni passati. Le operazioni sono proseguite con impiego combinato di mezzi aerei e squadre terrestri finché le condizioni operative hanno consentito di consolidare i margini del perimetro e di proseguire il monitoraggio h24 fino alla completa bonifica.


