Un Incidente mortale si è verificato oggi pomeriggio all’interno delle cave Rie Lunghe in via Sengie nel Comune di Grezzana provincia di Verona. La vittima è il 52enne Attilio Cipriani capocava con 15 anni di esperienza nell’azienda Micromarmo Granulati. Secondo le prime informazioni confermate, il corpo è stato ritrovato da uno dei figli, che lavorava insieme a lui nello stesso sito.
L’episodio riaccende l’attenzione sul rischio legato all’estrazione e alla lavorazione del marmo: materiali molto pesanti e operazioni complesse che richiedono procedure rigide e controlli continui. Sul luogo sono intervenuti i sanitari del Suem 118 con l’elicottero di Verona Emergenza e un’ambulanza, i Vigili del fuoco, i Carabinieri e i tecnici dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera che hanno avviato le verifiche per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Come è avvenuto l’incidente nelle cave Rie Lunghe
Le ricostruzioni preliminari indicano che il decesso è avvenuto durante attività legate alla lavorazione del marmo nella cava. Da quanto apprendiamo, è stato trovato per primo dal figlio, che lavorava con lui. Il sindaco di Grezzana e presidente dell’azienda, Arturo Alberti ha riferito che i due stavano terminando il turno di lavoro e che il figlio aveva visto il padre circa 10 minuti prima del ritrovamento. In una prima descrizione dell’accaduto si parla di una possibile caduta di un blocco durante le operazioni; altre testimonianze e ricostruzioni parlano specificamente di una lastra di marmo staccatasi improvvisamente.
Dettagli confermati e punti ancora da chiarire
Tra le versioni che circolano, il segretario della Uil del VenetoRoberto Toigo ha affermato che sarebbe stato schiacciato da una lastra di marmo staccatasi improvvisamente all’interno della cava. I soccorsi, giunti con l’elicottero di Verona Emergenza e un’ambulanza del Suem 118, hanno potuto solo constatare il decesso. Spetterà agli ispettori dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera e alle forze dell’ordine ricostruire con precisione la dinamica, valutando procedure operative, uso dei macchinari e condizioni dell’ambiente di lavoro.
Reazioni e contesto del settore marmifero veronese
La tragedia ha suscitato commozione tra colleghi e amministrazione locale. Arturo Alberti ha ricordato il legame familiare e professionale: A trovare il corpo di Attilio è stato uno dei figli entrambi impegnati nella stessa cava. Alberti ha inoltre sottolineato che Attilio Cipriani lavorava nell’azienda da 15 anni ed era considerato una figura esperta e molto specializzata all’interno del cantiere.
Dal punto di vista sindacale, Roberto Toigo ha commentato con parole di dolore: Non ci sono parole per esprimere il nostro dolore in una circostanza così tragica rimarcando al contempo la necessità di porre nuovamente al centro dell’agenda pubblica la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. La vicenda arriva in un contesto già segnato da un preoccupante aumento di incidenti mortali nel territorio, sollevando interrogativi sulle misure preventive adottate nei siti estrattivi.
Le autorità competenti, tra cui i Vigili del fuoco i Carabinieri e gli ispettori dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera stanno raccogliendo elementi utili per le attività investigative e per le eventuali verifiche tecniche sui materiali e sulle procedure adottate nella cava. La famiglia della vittima, composta dalla moglie e dai due figli, è stata informata e assistita dalle istituzioni locali presenti sul posto.
Questo episodio mette in evidenza come l’estrazione e la lavorazione del marmo possano presentare rischi elevati quando si lavora con blocchi pesanti e superfici instabili; per questo motivo le verifiche in corso mirano a stabilire con chiarezza i fattori che hanno portato alla tragedia e a identificare eventuali responsabilità o criticità operative.



