Il 27 ottobre 2026 la Motorizzazione civile di Venezia, sede del Terraglio a Mestre, ha ospitato l’ultimo turno di esami teorici per la patente di categoria B. Tra i presenti c’erano tre candidati provenienti dall’India e dal Bangladesh, tutti iscritti alla stessa autoscuola locale. Nonostante le difficoltà di lingua, i tre hanno completato la prova in tempi record, ottenendo 30 su 30 e 29 su 30, a far sorgere subito dei dubbi.
Segnali di sospetto e intervento della Polizia locale
Gli esaminatori della Motorizzazione, incaricati della sorveglianza, hanno notato una postura anormalmente rigida e continui sguardi intorno all’aula. Questi comportamenti, uniti ai risultati anormalmente alti, hanno spinto il personale a chiedere l’intervento del Servizio Sicurezza Urbana della polizia locale di Venezia. Verso le 13:00 gli agenti sono arrivati, hanno chiuso la sala e hanno trattenuto i tre uomini in attesa delle perquisizioni.
Perquisizione e dispositivi rinvenuti
Alla domanda se fossero in possesso di dispositivi elettronici per truffare la prova, i candidati hanno negato, ma gli ispettori hanno individuato un piccolo modulo di trasmissione video nascosto nel colletto delle felpe. La perquisizione personale ha portato alla luce moduli GSM, smartphone configurati come hotspot Wi-Fi e diverse microtelecamere pronte a inviare immagini in tempo reale. Inoltre, nei condotti uditivi sono stati trovati auricolari dotati di antenna, inseriti a una profondità tale da richiedere l’intervento di un otorinolaringoiatra.
Rimozione medica presso l’Ospedale dell’Angelo
I tre individui sono stati condotti all’ambulatorio di otorinolaringoiatria dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, dove i medici hanno estratto con cautela i piccoli auricolari. L’intervento è stato necessario perché la loro posizione rendeva impossibile una rimozione autonoma senza arrecare danni all’udito.
Un fenomeno in crescita e le contromisure adottate
Negli ultimi anni, grazie a un protocollo d’intesa tra la Motorizzazione civile di Venezia e la Polizia locale, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria più di sessanta soggetti coinvolti in simili tentativi di frode. Solo dieci giorni prima di questo episodio, un altro candidato era stato fermato con gli stessi strumenti; un mese prima una cittadina straniera e, in agosto, altri cinque casi erano stati sventati. Le autorità ritengono che dietro questi apparecchi ci sia una rete organizzata che fornisce il materiale tecnico.
Come deterrente, si sta valutando la possibilità di vietare la ripresentazione all’esame per chi viene scoperto, oltre al normale procedimento penale. Tuttavia, i tre candidati potrebbero teoricamente tornare a sostenere la prova già entro un mese, se non verranno introdotte misure più restrittive.



