Per il 2026 Chioggia emerge come il Comune del Veneziano con la Tari più gravosa per famiglie e imprese. I dati elaborati su base Veritas e analizzati da Federconsumatori indicano che una famiglia tipo di tre persone, residente in un appartamento di 100 metri quadrati, pagherà 485,20 euro, rispetto ai 464,55 euro registrati nel 2025, con un aumento del 4,45%.
Il confronto territoriale mette in evidenza differenze marcate con il resto della provincia, incluse località costiere servite dallo stesso gestore: a Venezia e Mestre la spesa si attesta su circa 369,13 euro, a Jesolo su 200,63 euro, a Caorle su 218,95 euro e a Cavallino-Treporti su 255,45 euro. Questi scostamenti sollevano interrogativi sulla composizione dei costi e sull’equità del sistema tariffario.
Analisi delle differenze tariffarie e ricadute locali
La forbice tra Chioggia e gli altri Comuni è significativa: rispetto a Venezia-Mestre si tratta di oltre 116 euro in più, mentre rispetto a Jesolo la Tari per Chioggia supera il doppio. Per famiglie e imprese del litorale, questo divario si traduce in un peso economico consistente su redditi e bilanci aziendali. In particolare, le attività turistiche e gli stabilimenti balneari sostengono gli stessi oneri strutturali presenti per le utenze domestiche, con impatti sulla competitività stagionale.
Il ruolo del sistema di raccolta e le anomalie segnalate
Secondo le associazioni di categoria, la situazione è tanto più sorprendente considerando che a Chioggia è in vigore un sistema di raccolta misto, mentre normalmente le tariffe più alte sono associate ai Comuni con servizio porta a porta integrato. Questa discrepanza suggerisce che non sia il modello di raccolta a giustificare l’aumento, ma piuttosto la necessità di esaminare nel dettaglio le singole voci del Piano economico finanziario che determina il costo del servizio.
Richieste di Gebis e misure proposte
Gebis, attraverso il suo presidente Gianni Boscolo Moretto, ha posto l’accento su una serie di interventi concreti per ricondurre la Tari su livelli più sostenibili. Tra le proposte figura la piena trasparenza sulle componenti di spesa del piano economico, con la pubblicazione e l’analisi puntuale delle voci che compongono il costo finale. Questa richiesta punta a far emergere eventuali scostamenti non giustificati e a consentire un confronto tecnico tra le parti interessate.
Un altro punto centrale è la riattivazione dei conferimenti alla discarica di Ca’ Rossa, che secondo gli attori locali potrebbe ridurre i costi di smaltimento. Inoltre, viene sottolineata la necessità di una ripartizione regionale dei costi per la raccolta dei rifiuti spiaggiati, attualmente imputati in modo sproporzionato alla comunità locale, con effetti particolarmente pronunciati per i Comuni costieri a vocazione turistica.
Strumenti di mitigazione economica
Tra le altre proposte avanzate figura l’istituzione di un fondo di solidarietà per attenuare gli incrementi determinati dal metodo tariffario ARERA, nonché il passaggio graduale alla tariffazione puntuale, pensata per favorire chi produce meno rifiuti e incentivare comportamenti virtuosi. Questi strumenti mirano sia a ridurre l’impatto immediato sui nuclei familiari sia a introdurre meccanismi di equità sul medio termine.
Per portare avanti queste richieste Gebis sollecita l’apertura di un tavolo tecnico che coinvolga il Comune, Veritas, il Consiglio di bacino Venezia Ambiente e le associazioni di categoria, con l’obiettivo di verificare i dati, confrontare le possibili azioni e individuare soluzioni condivise. Il presidente Gianni Boscolo Moretto ribadisce che Chioggia non può mantenere questo primato tariffario senza un confronto approfondito e trasparente.
La questione torna così al centro del dibattito locale: i numeri di quest’anno evidenziano aumenti significativi e squilibri territoriali che richiedono verifiche tecniche e politiche per ristabilire criteri di equità nella ripartizione dei costi del servizio rifiuti.



