L’evento organizzato dall’Associazione Volare è stato presentato dall’amministrazione comunale come un momento di grande partecipazione civica. Al centro dell’iniziativa c’è stata una squadra di volontari che ha lavorato in modo coordinato e continuo, descritta come una vera e propria comunità operativa formata da persone di diverse età e ruoli.
Il festival non è stato solo un appuntamento culturale o ricreativo: ha avuto una chiara vocazione benefica. La sinergia tra l’Associazione Volare e la Fondazione Città della Speranza ha permesso di trasformare l’impegno dei volontari in un contributo concreto alla ricerca sulle patologie pediatriche ematologiche.
Il ruolo del patron Paolo Favaretto e la rete dei volontari
Alla guida dell’iniziativa c’è stato il patron Paolo Favaretto la cui figura è stata richiamata dall’amministrazione come elemento centrale per l’organizzazione e l’animazione dell’evento. Sotto la sua direzione, l’Associazione Volare ha costruito una rete che più che un gruppo di lavoro somiglia a una famiglia: le relazioni interne, il supporto reciproco e la motivazione condivisa hanno fatto la differenza nella gestione pratica delle attività.
Questa struttura ha consentito all’evento di reggere carichi organizzativi complessi, dalla logistica agli allestimenti, fino all’accoglienza del pubblico. Il modello adottato evidenzia come una leadership locale possa facilitare la partecipazione civica e mantenere saldi l’entusiasmo e la qualità delle iniziative.
Coinvolgimento giovanile e trasmissione di valori
Un aspetto significativo del progetto è stato il coinvolgimento dei più giovani: anche ragazzi di 16 anni hanno partecipato attivamente alle attività. La presenza di adolescenti all’interno della macchina organizzativa non è stata marginale, ma parte integrante del tessuto operativo, offrendo ai giovani l’opportunità di imparare sul campo e di confrontarsi con responsabilità reali.
Questo tipo di inclusione contribuisce a radicare valori civici e solidaristici nelle nuove generazioni: dall’importanza del volontariato alla conoscenza delle tematiche sanitarie sostenute dall’evento. In questo senso, la partecipazione giovanile assume anche una valenza educativa oltre che pratica.
La donazione alla Fondazione Città della Speranza
La componente benefica dell’iniziativa si è tradotta in un contributo economico destinato alla ricerca: l’Associazione Volare ha raccolto e donato 10.000 euro alla Fondazione Città della Speranza. Questa somma è stata indicata come finalizzata al finanziamento di attività legate alle patologie ematologiche pediatriche, un ambito in cui la ricerca continua a richiedere risorse e attenzione.
La scelta di sostenere la Fondazione rende evidente la volontà degli organizzatori di orientare l’evento verso obiettivi concreti e misurabili, trasformando la partecipazione popolare in un beneficio diretto per la comunità scientifica e per le famiglie coinvolte da queste malattie.
Impatto locale e significato simbolico della donazione
Oltre al valore economico, la donazione assume un peso simbolico: dimostra come eventi locali possano alimentare percorsi di solidarietà che superano l’ambito della manifestazione stessa. Il collegamento tra il lavoro dei volontari, la direzione dell’organizzazione e il trasferimento di risorse alla Fondazione delinea un circuito virtuoso che può essere replicato in altre iniziative comunitarie.
Per l’amministrazione comunale, questo risultato è stato motivo di orgoglio, perché sintetizza la capacità del territorio di mobilitare risorse umane e finanziarie a favore di cause sociali rilevanti.



