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Riforma portuale a Chioggia: le 22 osservazioni che cambieranno il volto del porto

La Giunta comunale di Chioggia ha approvato un piano strategico con 22 osservazioni per riformare il porto. Scopri come cambieranno le aree portuali e retroportuali.

Riforma portuale a Chioggia: le 22 osservazioni che cambieranno il volto del porto

La Giunta comunale di Chioggia ha approvato un documento di programmazione strategica che potrebbe cambiare radicalmente il volto del porto e delle aree circostanti. Con 22 osservazioni specifiche, l’amministrazione intende tutelare gli interessi economici della città e ridefinire le funzioni delle diverse aree portuali.

Il documento, che affiancherà il nuovo piano regolatore, suddivide l’area in zone portuali, retroportuali e aree di interazione tra porto e città. L’obiettivo è quello di creare un equilibrio tra le diverse attività economiche e migliorare l’accessibilità e la vivibilità del centro storico.

Val da Rio: il nuovo polo commerciale e peschereccio

Una delle principali novità riguarda la Val da Rio che l’amministrazione intende trasformare in un polo commerciale, operativo e peschereccio. Qui verranno collocate le navi da crociera soggette a vincolo doganale e il nuovo mercato ittico, per il quale il Comune dovrebbe acquisire alcuni capannoni di ditte attualmente in liquidazione.

Il trasferimento delle attività doganali e commerciali a Val da Rio libererà spazio sull’Isola dei Saloni dove si potrà ampliare l’area diportistica gestita dalla darsena Le Saline. Questo permetterà di rafforzare l’integrazione tra porto e città, creando nuove opportunità per il turismo e le attività economiche locali.

Il trasferimento del terminal crociera

Attualmente, il terminal crociera è situato ai Saloni, ma l’amministrazione comunale intende trasferirlo a Val da Rio. Questo cambiamento permetterà di mantenere l’approdo per le navi da crociera fluviale lungo il canal Lombardo esterno, liberando spazio per ampliare la parte settentrionale dell’Isola dei Saloni.

L’amministrazione chiede che la competenza autorizzativa torni in via esclusiva al Comune, senza più alcun parere dell’Autorità Portuale. Inoltre, si richiede di escludere dal perimetro del Documento di Programmazione Strategica per il Porto (Dpss) gli specchi acquei delle darsene Porto San Felice, Mosella e Le Saline, in quanto le attività diportistiche non risultano correlate con le attività portuali.

Migliorare l’accessibilità e la vivibilità del centro storico

Il piano di riordino prevede anche interventi per migliorare l’accessibilità e la vivibilità del centro storico. Tra le proposte, la realizzazione di un nuovo ponte e la destinazione di aree a parcheggio a ridosso del centro storico. Inoltre, si chiede la possibilità di collocare un nuovo imbarcadero per la navigazione verso Venezia, più accessibile ai veicoli e ai servizi pubblici.

L’amministrazione intende anche escludere dalla perimetrazione dell’ambito portuale alcune aree del centro storico, come la piazzetta dove ha sede la Capitaneria di Porto, lasciandone la gestione in capo al Comune. Questo permetterà di preservare l’identità storica e culturale della città, integrandola meglio con le nuove infrastrutture portuali.

Tutela delle attività economiche esistenti

Il Comune afferma di voler mantenere le attività economiche esistenti, riconoscendo un porto turistico storico ai Saloni, le infrastrutture crocieristiche e le attività ittiche e commerciali. Eventuali trasferimenti si potranno effettuare solo dopo la realizzazione del nuovo mercato ittico a Val da Rio, garantendo la continuità operativa delle attività presenti.

L’amministrazione intende accompagnare la trasformazione del sistema portuale senza mettere in difficoltà le imprese, i lavoratori e le attività che oggi garantiscono occupazione e ricchezza alla città. La filosofia è chiara: programmare il futuro non significa cancellare il presente.

Un piano per il futuro

Il Documento di Programmazione Strategica di Sistema (DPSS) rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro di Chioggia. Il piano regolatore portuale vigente risale al 1981, e il DPSS costituisce un passaggio propedeutico alla futura redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, che dovrà confrontarsi con una realtà economica, sociale, turistica e portuale profondamente cambiata rispetto a oltre quarant’anni fa.

L’amministrazione comunale ha approvato all’unanimità le osservazioni al documento strategico, che rappresentano un passaggio amministrativo e politico di particolare rilevanza. Il parere espresso è “favorevole condizionato alle sopraccitate prescrizioni”, ovvero alle 22 osservazioni appena citate.

Un progetto ambizioso che mira a conciliare sviluppo economico, tutela ambientale e valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città.

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