La Conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale del Veneto ha stabilito che la proposta di legge popolare sul fine vita sarà esaminata prima delle pre-intese sull’autonomia differenziata, con sedute calendarizzate per martedì 1 settembre, mercoledì 2 settembre e, se necessario, giovedì 3 settembre; Ultimo aggiornamento: 29 agosto 2026. La decisione è stata annunciata alla fine della riunione della Conferenza e ha segnato la priorità politica indicata dall’assemblea.
Perché la calendarizzazione è rilevante
La scelta di mettere avanti la legge sul fine vita è stata motivata dal presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia che ha detto: “La politica e le istituzioni hanno il dovere di assumersi la responsabilità di discutere, confrontarsi e decidere” e ha aggiunto che la normativa regionale mira a dare organizzazione, procedure e tempi certi rispetto a una materia già tracciata dalla Corte costituzionale. Zaia ha precisato inoltre: “Votare a favore di questa proposta non significa autorizzare il fine vita”, richiamando la distinzione tra regolazione procedurale e introduzione normativa ex novo.
Le posizioni in Aula e le divisioni tra i gruppi
La discussione ha evidenziato spaccature politiche: membri di Fratelli d’Italia risultavano divisi, con solo due consiglieri su nove favorevoli al sì, mentre altri oscillavano tra astensione e voto contrario; la decisione finale è stata indicata come possibile input che potrebbe coinvolgere anche la leader nazionale Meloni. La Lega ha programmato una riunione per definire la linea e, secondo quanto emerso in assemblea, gli emendamenti annunciati dalla giunta avrebbero favorito un orientamento favorevole di diversi consiglieri di maggioranza.
Critiche e interventi dell’opposizione
L’opposizione ha sollevato obiezioni formali e sostanziali: Davide Lovat ha definito l’impostazione di Zaia “pericolosa” e ha detto che “decidere a tutti i costi e in fretta non è un merito: è una scorciatoia”; altri esponenti di centrosinistra, rappresentati dal capogruppo Giovanni Manildo hanno denunciato che il tema dell’autonomia è stato trattato troppo frettolosamente e criticato come mossa elettorale. Tra i contrari più netti è stato citato anche il nome di Stefano Valdegamberi, che ha invocato maggior impegno per la difesa della vita e ha sostenuto che le priorità dei veneti sono altre.
Autonomia differenziata e prossime tappe istituzionali
Dopo la discussione sul fine vita il Consiglio regionale affronterà le intese con lo Stato su protezione civile, professioni, previdenza complementare e tutela della salute, già approvate in commissione bilancio; l’assessore al bilancio Filippo Giacinti e i capigruppo di maggioranza hanno espresso soddisfazione per i progressi, giudicando l’autonomia un passo verso un’Italia più vicina ai territori. Approvato lo schema di intesa in aula, la comunicazione sarà inviata al Governo e, entro 45 giorni, il Consiglio dei ministri dovrà deliberare; successivamente l’intesa dovrà essere sottoscritta dalla premier Meloni e dal governatore Stefani per poi essere trasmessa alle Camere.
Il percorso che porta l’intesa alle Camere richiederà una maggioranza assoluta e mesi di lavoro, e mette il Veneto in parallelo rispetto ad altre regioni come LombardiaLiguria e Piemonte che hanno avviato percorsi analoghi. Oggi il Consiglio ha deciso l’ordine dei lavori e ha fissato le date per votare, riconfermando la priorità attribuita alla proposta sul fine vita rispetto alle questioni sull’autonomia differenziata.



