Una donna trentenne è stata vittima di un’aggressione con acido muriatico venerdì scorso, poco dopo le 21, mentre si trovava davanti alla casa dei genitori a Scorzè. L’attacco è avvenuto dopo il tragitto che la ragazza aveva compiuto da Mestre. La vicenda ha scosso la comunità locale e ha portato i carabinieri a concentrarsi sull’analisi dei filmati di sorveglianza per ricostruire la dinamica e individuare il responsabile.
Aggressione davanti alla casa dei genitori a Scorzè
L’aggressione è avvenuta poco dopo le 21: secondo le informazioni disponibili, l’aggressore ha versato sull’uomo (la vittima è una donna, trentenne) dell’acido muriatico mentre questa stava raggiungendo il cancello della casa dei genitori a Scorzè. Le circostanze hanno portato gli investigatori a escludere l’ipotesi più semplice di un inseguimento lungo tutto il percorso: la ricostruzione iniziale che prevedeva un pedinamento per i 15 minuti del tragitto da Mestre a Scorzè sembra ormai scartata.
Implicazioni sulla conoscenza della vittima
L’esclusione del pedinamento suggerisce una possibilità importante: chi ha compiuto l’aggressione conosceva con buona probabilità gli spostamenti della giovane o sapeva che quella sera, a quell’ora, si sarebbe recata a trovare i genitori. Questo dettaglio orienta le indagini verso chiunque potesse avere informazioni sulla vita privata della vittima e non lascia esclusa l’ipotesi che l’autore o il mandante sapesse dove trovarla esattamente.
Il luogo di lavoro: il bar Da Giada in via Cesare Beccaria a Marghera
La ragazza lavora anche al bar Da Giada in via Cesare Beccaria a Marghera oltre al suo impiego principale come operatrice socio sanitaria. La titolare del locale, contattata nei giorni successivi, ha descritto la giovane con parole chiare: “Non l’abbiamo mai vista in tensione anzi. Era sempre sorridente se c’era qualcosa che la turbava non l’ha dato a vedere”. I colleghi sottolineano che al bar intratteneva rapporti professionali con la clientela e che non risultano molestie sul luogo di lavoro.
Il clima nel bar e le testimonianze
La titolare ha aggiunto che la ragazza “attira i clienti con la sua gentilezza, è brava con tutti” e che “lavora solo sui turni diurni“; per questo motivo rientrava a casa di pomeriggio, con la luce del sole. “Nessuno l’ha mai importunata qui“, ha spiegato la titolare, che ha più volte ribadito: “Lei qui sembrava a suo agio“. Nel bar c’è una volontà diffusa di riserbo: molti clienti preferiscono non commentare e sperano che la giovane possa riprendersi quanto prima.
Le indagini dei carabinieri e il materiale video
I carabinieri hanno concentrato gli accertamenti sulle immagini delle telecamere di sorveglianza. Secondo quanto ricostruito, le ultime acquisizioni video sarebbero molto nitide e stanno fornendo elementi più utili rispetto alle riprese iniziali. Gli inquirenti avrebbero già escluso la pista del pedinamento continuato dalla partenza a Mestre fino all’arrivo a Scorzè, orientando invece l’attenzione sulla possibilità che l’aggressore sapesse prima dove trovare la vittima.
Frame, dettagli e la fuga dell’aggressore
Nei filmati si vedrebbe l’uomo fuggire con in testa un cappello bianco; sono stati scaricati numerosi frame che gli investigatori sperano di usare per ricostruire i ultimi istanti prima e dopo l’aggressione. L’obiettivo delle forze dell’ordine è arrivare all’identificazione dell’aggressore e accertare se abbia agito da solo o su commissione. Il lavoro sui video è considerato centrale per trovare elementi utili a collegare l’autore della violenza al luogo di residenza o ad altri contesti conosciuti.
Intanto, il bar e la comunità locale restano vicini alla ragazza, manifestando dispiacere per quanto accaduto: “Qualsiasi cosa sia successo, ci dispiace“, hanno detto i titolari. Tra prudenza e attesa delle risultanze investigative, la priorità rimane la salute della vittima e l’individuazione rapida di chi ha compiuto un gesto così grave con acido muriatico.



