La notte tra domenica e lunedì, a Marghera, si è consumata una tragedia che ha scosso la comunità bengalese. Rakeb Kashem, un giovane di 30 anni originario del Bangladesh, ha perso la vita a seguito di un’aggressione brutale. Il suo decesso, avvenuto giovedì mattina all’ospedale di Padova, ha aperto un’inchiesta per omicidio da parte della Procura di Padova.
Rakeb lavorava in un ristorante nel centro storico di Venezia, in zona Ponte delle Guglie. Dopo il turno di lavoro domenica sera, mentre tornava a casa, è stato assalito da un gruppo di persone. Le sue condizioni erano così gravi che è stato necessario trasferirlo al Policlinico di Padova, dove purtroppo non ce l’ha fatta.
L’aggressione e il dramma dei familiari
Il giovane è stato trovato all’alba di lunedì in via Fratelli Bandiera, a Marghera, in condizioni critiche. I sanitari del Suem 118 lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale dell’Angelo di Mestre. Le sue condizioni si sono aggravate mercoledì, rendendo necessario il trasferimento a Padova.
Nel frattempo, i familiari di Rakeb, preoccupati per la sua assenza, hanno iniziato a cercarlo. Solo martedì, grazie a un breve miglioramento delle sue condizioni, è riuscito a contattare la madre. «Mi hanno picchiato, sono all’ospedale Angelo», le ha detto al telefono. I genitori, immediatamente accorsi, hanno cercato di capire cosa fosse successo, ma Rakeb ha promesso di spiegare tutto una volta ristabilitosi. Purtroppo, quel momento non è mai arrivato.
Le indagini e la reazione della comunità
La notizia della morte di Rakeb ha suscitato profondo cordoglio nella comunità bengalese di Venezia e Mestre, nonché nel suo villaggio natale nel distretto di Shariatpur. Rakeb era conosciuto come un ragazzo tranquillo e benvoluto da tutti. Ora, gli investigatori devono ricostruire le ultime ore della sua vita e chiarire il movente dell’aggressione.
Gli inquirenti stanno lavorando per identificare gli aggressori e verificare se Rakeb li conoscesse o se l’aggressione sia avvenuta in circostanze ancora da chiarire. La comunità bengalese chiede giustizia e che venga fatta piena luce sulla vicenda.
La solidarietà del sindaco di Venezia
Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha espresso vicinanza alla famiglia di Rakeb e a tutta la comunità bengalese. «A nome dell’Amministrazione comunale e mio personale esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Rakeb Kashem e sincera vicinanza alla sua famiglia, colpita da un tremendo lutto. In queste ore il pensiero va anche alla comunità bengalese che vive e lavora nella nostra città. Confido nel lavoro della magistratura e delle Forze dell’Ordine affinché sia fatta piena luce sulla vicenda e i responsabili vengano individuati e assicurati alla giustizia».


