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Blitz della polizia a Venezia: 7 ladri scoperti negli hotel

Sette ladri sfruttavano gli hotel della terraferma veneziana: la polizia ha messo al tappeto la rete criminale con un blitz coordinato.

Blitz della polizia a Venezia: 7 ladri scoperti negli hotel

Negli ultimi mesi la zona della terraferma veneziana è stata teatro di una crescente attività criminale nota come trasfertismo. Si tratta di individui che, approfittando della flessibilità delle strutture ricettive, si spostano da un albergo all’altro per organizzare furti di scarsa mediazione nel centro storico della laguna. Le autorità, consapevoli di questo fenomeno, hanno deciso di intervenire con una serie di controlli mirati, culminati in un’operazione che ha coinvolto più di una dozzina di strutture ricettive.

L’operazione, condotta dalla polizia amministrativa della Questura di Venezia ha interessato dodici alberghi dislocati su tutto il territorio metropolitano, da Mestre a Salzano. Durante il servizio straordinario sono state verificate le generalità di 135 persone raccogliendo le copie dei documenti d’identità come previsto dalla normativa sulla sicurezza pubblica. Il risultato è stato la scoperta di sette soggetti con precedenti di borseggio, tutti presenti in alberghi da più di una settimana.

Operazione su scala metropolitana

Il blitz è stato pianificato con la collaborazione dei commissariati di San Marco, Mestre, Marghera, Chioggia e Portogruaro, tutti coordinati dalla sede di via Nicolodi. L’obiettivo principale era quello di individuare potenziali basi di appoggio per i trasfertisti, verificando il rispetto delle procedure di registrazione obbligatoria per gli ospiti. Il controllo del registro degli ospiti si è rivelato cruciale: le strutture sono tenute a comunicare le generalità dei clienti entro poche ore dal loro arrivo, una prassi che ha permesso di incrociare i dati con le liste di vigilanza.

Controllo del registro degli ospiti

Grazie alla rapida trasmissione dei dati, gli ispettori hanno potuto confrontare le informazioni raccolte con quelle presenti nei sistemi di polizia, identificando immediatamente gli individui già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. Il registro degli ospiti si è

Chi erano i soggetti individuati

Tra i 135 controllati, sette sono risultati cittadini dell’Est Europa con precedenti specifici per furti con destrezza e borseggio. La polizia li ha riconosciuti come trasfertisti attivi, legati a una rete che opera da settimane tra i vari alberghi della zona metropolitana. Un ulteriore individuo, di origine nordafricana, era soggetto a un obbligo di dimora nel comune di Caserta; è stato accompagnato agli uffici di polizia per ulteriori accertamenti, in collaborazione con l’Ufficio immigrazione, che ha inviato una segnalazione all’autorità giudiziaria per inosservanza del provvedimento.

Responsabilità e provvedimenti contro gli albergatori

Il gestore di una delle strutture ispezionate è stato denunciato per omessa o ritardata comunicazione delle generalità degli ospiti, violazione che compromette la capacità di intervento delle forze dell’ordine. Un altro albergatore è soggetto a accertamenti amministrativi in corso, a seguito di segnalazioni analoghe. Queste azioni dimostrano come la responsabilità non ricada solo sui trasfertisti, ma anche sulle strutture ricettive che non rispettano gli obblighi di trasparenza verso la polizia.

Le misure successive: Daspo urbano e allontanamenti

La divisione anticrimine della Questura di Venezia, sotto la guida del questore Antonio Sbordone sta predisponendo una serie di daspo urbani per gli individui identificati. Tali provvedimenti, emessi dal questore, prevedono l’allontanamento forzato dal territorio veneto per un periodo determinato, al fine di impedire ulteriori reati. La decisione è supportata dal profilo criminale dei sospetti, tutti con precedenti sia per reati contro la persona sia per quelli contro il patrimonio.

Questa operazione rientra nel più ampio piano di prevenzione e contrasto ai borseggi su tutto il territorio veneziano, con l’obiettivo di tutelare residenti e turisti, limitando la capacità dei trasfertisti di organizzare nuovi furti. Il risultato della notte del 9 ottobre dimostra l’efficacia di una collaborazione interistituzionale e di un’accurata verifica dei registri, elementi chiave per arginare il fenomeno criminale nella città lagunare.

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